Passa ai contenuti principali

Microfoni al grafene

Creato in laboratorio un microfono 32 volte più sensibile della norma, dimostrando ancora una volta la versatilità del materiale delle meraviglie.

cor_42-21990403
Un gruppo di ricercatori dell'università di Belgrado ha utilizzato i fogli di grafene per costruire un microfono 32 volte più sensibile di quelli normalmente in commercio. La tecnologia descritta sulla rivista 2D Materials è solo l'ultima delle possibili applicazioni del materiale delle meraviglie costituito da un singolo strato di atomi di carbonio.

VIBRAZIONI SONORE. I microfoni dinamici sono dei piccoli altoparlanti che lavorano al contrario: grazie al fenomeno dell'induzione elettromagnetica, una membrana spessa pochi millimetri raccoglie le pressioni sonore e le trasmette a una bobina mobile, mediando la conversione del suono in corrente elettrica. Dejan Todorović e colleghi hanno sostituito il classico diaframma inpolietilene tereftalato (PET) con un altro ancora più sottile, che è il risultato della sovrapposizione di 30 strati di grafene.


GRAFENE HI-TECH. Lo strumento si è rivelato 32 volte più sensibile della norma, riuscendo a captare onde fino a 11 kilohertz di frequenza. La procedura standard prevede di testare le prestazioni di un microfono misurandone la capacità di vibrare in un intervallo di frequenze che va da 10 hertz (infrasuono) a 24 kilohertz, poco oltre la soglia di udibilità dell'orecchio umano.

PROSPETTIVE FUTURE. I ricercatori sostengono che impilando 300 fogli di grafene la membrana potrebbe addirittura rilevare le frequenze incluse nel range dell'ultrasuono, fino a un massimo di un megahertz, ma l'ipotesi deve ancora essere sottoposta a verifica sperimentale.

«Abbiamo voluto dimostrare che, nonostante si tratti di una scoperta relativamente nuova, il grafene ha il potenziale per applicazioni nel mondo reale», ha sottolineato uno dei membri del team. Rimane il problema dei costi industriali elevati, anche se non mancano nuovi metodi per produrre il materiale a prezzi super economici.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Londonderry explosion: 'Firebomb' explodes in Everglades Hotel

No-one was injured in the explosion but the reception area was extensively damaged A masked man has thrown what police have described as a "firebomb" into the reception area of a Londonderry hotel. The Everglades Hotel, in the Prehen area of the city, was evacuated after the device was reported at 23:15 BST on Thursday. The device exploded a short time later when Army bomb experts were working to make it safe. No-one was injured in the explosion but the reception was extensively damaged. Deputy First Minister Martin McGuinness has tweeted: "Derry is a place looking to the future and will not be held back by those living in the past. Their attack on the Everglades must be condemned." PSNI Chief Superintendent Stephen Cargin said: "A masked man went into the hotel and left a hold-all at the reception desk saying he was from the IRA. 'Ball of flames' The device exploded in the reception area of the hotel when Army bomb experts were wor...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...