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Visualizzazione dei post con l'etichetta Energia

Davvero si potrebbe ricavare energia a riciclando la carta igienica usata?

Un team di scienziati ha dimostrato che si potrebbe ricavare energia a partire da una fonte per molti insospettabile: la carta igienica.     Sì, si potrebbe ricavare energia a partire dalla carta igienica. Lo ha affermato qualche anno fa un gruppo di chimici dell'università di Amsterdam e di Utrecht, che ha trovato il modo di produrre energia dalla carta igienica (ne utilizziamo in media tra i 10 e i 14 chili ciascuno all'anno) installando direttamente in ogni casa un apposito generatore. La carta igienica infatti è costituita per il 70-80 per cento da cellulosa, quindi è una preziosa fonte di carbonio. ALTA PRESSIONE.  Nell'esperimento per prima cosa si è trasformata la materia organica in un gas con idrogeno, metano, anidride carbonica e monossido di carbonio. Filtrato, raffreddato e compresso il materiale, questo viene fatto passare attraverso un reattore a sodio ad alta pressione. A quel punto lo zolfo organico viene trasformato in idrogeno solforato che serve ad alim...

Che cos'è una bomba sporca?

  Bomba sporca: di recente ne hanno parlato molto esponenti di governo ed esercito russi, ma che cos'è di preciso? Quali danni può provocare?     Simulazione 3D di un'esplosione provocata da una bomba sporca. "Bomba sporca": negli ultimi giorni questa minaccia è stata evocata da una serie di politici e ufficiali russi, che hanno accusato l'Ucraina di volerla usare nella controffensiva sui territori occupati. Ma al di là dell'attendibilità delle affermazioni, non suffragate da prove e definite false da vari Paesi occidentali, che cos'è e come funziona, di preciso, quest'arma? COME È FATTA.  Una bomba sporca è un  dispositivo di dispersione radiologica  (in inglese  radiological dispersal device , RDD): una normale bomba a scoppio che abbina, alle componenti esplosive, materiale radioattivo come l'uranio, in forma di polvere o pellet. La detonazione causata dall'esplosivo tradizionale ha l'effetto di diffondere le polveri e i fumi radioattivi...

In Finlandia la prima batteria a sabbia

  Un team di ricercatori finlandesi mette a punto la prima batteria a sabbia: una risposta concreta, e low cost, alla crisi energetica.     Il primo accumulatore a sabbia realizzato nella cittadina finlandese di Kankaanpää: ha una potenza nominale di circa 100 MW e può immagazzinare sabbia a 500 °C per mesi. Nell'immaginario comune la transizione  verso energie green e rinnovabili  richiede tecnologie fantascientifiche e investimenti per miliardi. Ma non è sempre così: a volte una buona idea e qualche competenza tecnica possono fare la differenza. Ne sanno qualcosa  Markku Ylönen  e  Tommi Eronen , due giovanissimi ingegneri finlandesi che hanno recentemente messo a punto la prima batteria… a sabbia.  PILONA BOLLENTE.  Avete capito bene: l'accumulatore realizzato Ylönen e Eronen non utilizza litio o altri materiali rari e costosi ma comune sabbia da costruzioni. La batteria a sabbia non è altro che un grande cilindro di materiale isolant...

L’Italia, hub europeo dell’idrogeno

  Secondo uno studio recente, il nostro Paese potrebbe diventare uno snodo strategico per la distribuzione in Europa del gas pulito per eccellenza, l'idrogeno, che rivoluzionerà i trasporti, il riscaldamento, l'industria. L'idrogeno è un gas che può essere ricavato dall'acqua con le rinnovabili, immagazzinato, distribuito e usato per generare energia. È il "combustibile" più pulito che ci sia: reagendo con l'ossigeno dell'aria, l'idrogeno può generare energia senza inquinare. Niente fumo, niente anidride carbonica: come scarto solo acqua o vapore. Se ne parla da decenni, ma con i verbi coniugati sempre al futuro. Ora qualcosa sta cominciando a cambiare. E l'Italia sembra determinata a trovare un suo ruolo nello scenario internazionale.   UNA RETE GIÀ PRONTA.  A smuovere le acque è  uno studio recente di The European House-Ambrosetti in collaborazione con Snam , secondo il quale il nostro Paese potrebbe usare la sua rete del gas, già molto svilu...

Fusione nucleare: progressi a piccoli passi di Lockheed Martin

L'avvio della costruzione di un nuovo prototipo di reattore a fusione nucleare dimostra che la ricerca di Lockheed Martin in questa direzione procede bene, seppure molto lentamente. Il cuore del piccolo reattore sperimentale di Lockheed Martin, il CFR T4. L’ambizioso progetto di  Lockheed Martin  di sviluppare un reattore a fusione nucleare compatto ( CFR, Compact Fusion Reactor ) per produrre energia pulita e virtualmente illimitata sta per arrivare a una seconda, decisiva fase: la costruzione, avviata dal  Skunk Works Team  a Palmdale (California), di un reattore di prova più potente dell'attuale prototipo. Lo ha dichiarato il direttore del team, Jeff Babione, che per l'avvio del nuovo progetto ha sottolineato che «la strada finora seguita è quella giusta». Il piccolo reattore fusione di Lockheed Martin, il CFR T4.  | LOCKHEED MARTIN A differenza di ciò che avviene nelle centrali nucleari in funzione nel mondo, che per produrre en...

Auto elettriche come rifugi di emergenza in caso di calamità

In Giappone diverse case automobilistiche provano ad utilizzare le auto elettriche come rifugi di emergenza e come fonti di energia in caso di calamità naturali.   In caso di calamità le batterie delle auto elettriche sono una fonte di energia immediatamente disponibile Un giusto mix di senso civico, generosità e tecnologia potrebbe davvero fare la differenza in caso di grandi calamità naturali. Lo stanno dimostrando la casa automobilistica  Nissan  e alcune amministrazioni locali giapponesi, che propongono di utilizzare le vetture elettriche come rifugi di emergenza e come fonte di energia alternativa nelle zone colpite da terremoti e tsunami. Secondo quanto riportato dai media giapponesi, Nissan sta organizzando un evento durante il quale offrirà a diverse famiglie la possibilità di trascorrere la notte in una delle sue Leaf, l’auto elettrica più venduta al mondo. Il test permetterà alle persone di prendere confidenza con questo particolarissimo tipo...

Addio batterie! In futuro gli smartphone cattureranno energia dal wi-fi

Sviluppato al MIT il primo dispositivo in grado di trasformare in energia elettrica l’energia elettromagnetica dei segnali Wi-Fi.   Il Wi-Fi permetterà ai nostri dispositivi di funzionare senza batteria? Ricaricare le batterie potrebbe un giorno diventare un antico ricordo. Un team di ricercatori del MIT è infatti riuscito a sviluppare un sistema in grado di convertire l’energia associata ai segnali wi-fi in energia elettrica, eliminando, in teoria, la necessità dell'esistenza stessa di una batteria tradizionale. L'idea, non proprio inedita, sfrutta il principio fisico della  rectenna : la parola è la contrazione di  rectifying antenna , che è un’antenna a griglia in grado di catturare le onde elettromagnetiche, per esempio quelle del wi-fi, e di trasformarle in corrente continua. NON È UNA NOVITÀ.   Le rectenne tradizionali erano realizzate in silicio o arseniuro di gallio, che sono materiali abbastanza costosi e rigidi, dunque poco "adattabili" pe...

Una membrana ispirata ai polmoni per ricavare energia dall'acqua

Ottenere energia pulita è facile come... respirare? Un processo che imita gli scambi gassosi negli alveoli polmonari è servito, in laboratorio, a separare idrogeno e ossigeno in modo efficiente, in una reazione che si autosostiene. La struttura ramificata degli alveoli polmonari. Respirare è l'atto più naturale e spontaneo al mondo - lo facciamo circa  ventimila volte al giorno , per un totale di  11 mila litri di gas scambiati in 24 ore - eppure è un meccanismo estremamente complesso e - per alcune categorie di scienziati - anche una fonte di ispirazione. Un gruppo di ingegneri chimici della Stanford University ha guardato ai polmoni dei mammiferi per ideare un meccanismo che ricavi idrogeno dall'acqua in modo efficiente ed economico, e che potrebbe dare una decisa spinta in avanti alle tecnologie per l'energia pulita. Quello descritto in un articolo scientifico pubblicato su  Joule   è un  elettrocatalizzatore  - cioè un materiale...

Le energie rinnovabili in Germania

In Germania un picco di energia da fonti rinnovabili: è poco, ma traccia una strada. L'eolico è l'energia rinnovabile di punta in Germania. L'8 maggio, in Germania, era una giornata assolata e ventosa, ed era domenica, perciò la maggior parte delle industrie e delle attività produttive erano ferme. Più o meno attorno alle 13 grazie alle energie rinnovabili, dal solare all'eolico, dall'idroelettrico alle biomasse, sono stati prodotti 55 gigawatt di energia elettrica dei 63 (l'87%) che il Paese stava consumando. Una situazione ideale, durata pochi minuti , che ha fatto sì che il prezzo dell'elettricità è diventato negativo per alcune ore: in quel lasso di tempo i tedeschi sono stati pagati per consumare elettricità. L'andamento della produzione di energia elettrica (da combustibili fossili in viola, da rinnovabili in verde) nel periodo considerato: la linea in blu indica il prezzo (euro al MWh), quella rossa la richiesta di energia.  ...