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Le calze per trarre energia elettrica dalla pipì

Mentre cammini, mettono in circolo il liquido che alimenta voraci batteri: così si ricava energia pulita nelle situazioni di emergenza.

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Il colore giallo paglierino potrebbe indurvi in errore: queste non sono le calze che trasformano la pipì in energia. Sono quelle nell'immagine più in basso.
Non è esattamente ciò che un campeggiatore vorrebbe indossare, ma potrebbe tornare utile nelle emergenze: un sistema di tubi integrati in un paio di calze per ricavare elettricità dall'urina. Scomodo, ma utile. E sta dando risultati promettenti nei primi test di laboratorio.

CAMMINACI SU. L'idea di Ioannis Ieropoulos dell'Università del West of England di Bristol è di sfruttare la camminata dell'utilizzatore per attivare una pompa che metta in circolo l'urina già presente nel dispositivo - circa 648 ml di fluido, quanta ne può tenere una vescica.

I piccoli tubi di silicone flessibile passano sotto ai talloni per connettersi a celle a combustibile microbiologiche integrate nel tessuto, a livello delle caviglie. A contatto con il liquido, i batteri presenti nelle fuel cellattivano una reazione chimica che scatena una differenza di potenziale, generando elettricità.

Il prototipo dell'Università del West of England: l'importante è che non cedano. | UWE BRISTOL/IOANNIS IEROPOULOS
SOS. In laboratorio, il sistema ha generato energia a sufficienza per alimentare, via wireless e ogni due minuti, un sistema di trasmissione di emergenza (che in questo caso ha inviato un messaggio "neutrale": "le prime celle a combustibile microbiologiche indossabili").

Bisogna però immaginarlo in situazioni ben più critiche: per esempio, potrebbe essere sfruttato in ambito militare o dagli astronauti; ma anche per trasmettere le proprie coordinate dopo un incidente aereo, o in montagna. Il fatto che per attivare il sistema occorra camminare, garantirebbe che l'utente sia sopravvissuto.

ALL INCLUSIVE. L'unico problema è la raccolta dell'urina. Per ora, Ieropoulos immagina un sistema già provvisto di fluidi incorporati, per aggirare il passaggio della raccolta della pipì. Non è la prima volta che lo scarto della vescica viene utilizzato per produrre energia: con lo stesso sistema, il team britannico aveva già attivato un cellulare e un cuore robotico stampato in 3D.

Ma questo è il primo dispositivo a funzionare in autonomia, senza bisogno di una pompa elettrica che alimenti continuamente i batteri. Basta infilare le calze (e non pensarci troppo).

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