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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mistero

Identificato finalmente Jack lo squartatore, il caso è chiuso?

Due ricercatori inglesi dicono di aver scoperto l'identità del celebre seriak killer, grazie allo studio del DNA. Ma la comunità scientifica muove più di un'obiezione. Chi ha ragione? Un'illustrazione d'epoca sul ritrovamento di una delle vittime di the ripper A distanza di 130 anni, è ancora uno dei grandi misteri della scienza forense. Comprensibile, dunque, che man mano che si evolvono le tecniche di indagine, gli investigatori tentino di dare un volto (e un nome) a Jack lo Squartatore, il famigerato serial killer dell’epoca vittoriana. Gli ultimi ad aver provato a dire la loro su  the ripper  (questo il suo soprannome in inglese), sono  David Miller , ricercatore della scuola di medicina dell’ Università di Leeds , e  Jari Louhelainen , docente di biologia molecolare alla  Liverpool John Moores University , che, per dare un'identità certa al killer che uccise in modo macabro - e impunito - alcune prostitute nel 1888 a Londra, hanno usato alcuni...

Le Halloween italiane (da cui stare alla larga)

In occasione di Halloween vi raccontiamo dove si fa “stregoneria” sul serio, tra antichi culti e tradizioni tutte italiane. Il rogo folkloristico della Giubiana a Canzo (Co): l’ultimo giovedì di gennaio, si brucia il pupazzo di una vecchia. Nella tradizione, una strega alta e magra che mangiava i bambini. Dolcetto o scherzetto? Tutti conoscono l’adagio ripetuto alla porta nella notte di  Halloween . Ma sapevate che esistono streghe e stregoni organizzati, all’opera tutto l’anno, che pensano di non scherzare affatto? Si definiscono gli eredi delle vittime della storica caccia alle streghe, i continuatori di un’antica religione che ha al centro il culto di Diana, la dea romana della caccia (Artemide per i Greci). Sono i seguaci della  wicca , la moderna stregoneria di cui si stimano 1-2 milioni di praticanti nel mondo. Sono diffusi soprattutto nei Paesi anglosassoni: lo storico Ronald Hutton parla di 250 mila praticanti in Gran Bretagna. Ma non mancano an...

Perché si gettano soldi nelle fontane?

Per propiziarsi le divinità che, un tempo, si credeva abitassero nell’acqua. Ogni giorno nella Fontana di Trevi, a Roma, vengono gettati circa 1.500 euro in monete. Gettare monete nelle fontane o nei pozzi per propiziarsi la fortuna è un gesto con origini antiche ed è probabilmente da attribuire alla credenza che l’acqua fosse abitata da divinità. In particolare, le popolazioni celtiche e germaniche erano solite sistemare statue di legno vicino ai pozzi e gli stessi Germani gettavano le armi dei nemici sconfitti in corsi o specchi d’acqua come offerta alle divinità che pensavano vi dimorassero. Fra i più celebri dèi collegati all’acqua vi era  Mimir , famoso nella mitologia nordica per la sua saggezza e custode di una fonte magica. Le 10 fontane più spettacolari del mondo               VAI ALLA GALLERY  (10 FOTO) IGIENE.  Fare un’offerta alle divinità era quindi un modo per garantirsi la fortuna e la realizz...

Buone Feste! Di che sesso sono le renne di Babbo Natale?

Un po' di analisi scientifica della tradizione di Babbo Natale. Senza voler togliergli poesia, ma solo per augurarvi buone feste. Le renne di Babbo Natale descritte dal poema A visit from St. Nicholas del 1823 hanno nomi prettamente maschili (Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner e Blitzen), due dei quali (Donner e Blitzen), derivano da parole di origine tedesca e significano rispettivamente “tuono” e “fulmine”. A questi si aggiunge la celebre Rudolph dal naso rosso, personaggio inventato dallo scrittore Robert L. May nel 1939. In realtà si tratta probabilmente di renne femmine o di castrati. Secondo l’ Alaska Department of Fish and Game , infatti, i maschi perdono le corna in inverno (mentre le femmine in primavera): nella rappresentazione popolare della slitta, però, le hanno. Fino a che età è normale credere a Babbo Natale? IN FORMA PER LA CONSEGNA.  Non è però impossibile che una renna maschio mantenga le corna fino a dicembre. Secondo Greg Fins...

L’arma segreta dei nazisti

Il mito e la storia vera del disco volante di Hitler: fu alta ingegneria o solo propaganda? Una illustrazione che ricostruisce il possibile aspetto del disco volante V7, progettato e costruito dai nazisti nel 1944. Secondo la propaganda dell’epoca volò a 2 mila km all’ora. A New York, nel dicembre 1944 si sparse improvvisamente la voce di un attacco tedesco ormai imminente sulla metropoli, guidato da dischi volanti che trasportavano armi atomiche. Contemporaneamente il  New York Times  riportò la notizia di una “misteriosa sfera sospesa in aria” e pubblicò foto di oggetti non identificabili che sfrecciavano a evidente, altissima velocità. Secondo l’articolo alcuni londinesi avevano visto questi dischi passare a volo radente sotto i ponti del Tamigi. Pure fantasie? No. Oggi si sa che quelle paure non erano del tutto infondate. I nazisti stavano davvero lavorando a nuove armi fantascientifiche. E tra queste c’erano anche i dischi volanti. LE ARMI “V”.  Gli e...

Parla il direttore del Seti: se ETI ci contatta, è il caos!

Un preciso protocollo regola tutto ciò che deve essere fatto, nel caso arrivi un messaggio alieno. Nessuno mai lo rispetterà. Il segnale "wow!" è stato rilevato dall'astronomo Jerry Ehman il 15 agosto 1977 dal radiotelescopio Big Ear dell'università dell'Ohio: le sue caratteristiche lasciavano intendere una provenienza esterna alla Terra e al Sistema Solare. Durato 72 secondi, il segnale non fu mai più rilevato in seguito. E se un messaggio da E.T. dovesse arrivare per davvero? Se degli extraterrestri, volontariamente o involontariamente, ci facessero arrivare un segno della loro esistenza, che cosa dovrebbe fare chi lo riceve? Pochi sanno che (tanto per cominciare) E.T. è in realtà ETI ( Extraterrestrial Intelligence ) e che, soprattutto, c'è un  preciso protocollo  a cui tutti  dovrebbero  attenersi, stilato dal Seti, il  Search for Extraterrestrial Intelligence , l’ente mondiale che si occupa in modo scientifico di rilevare le onde radio che...

La tomba di Tutankhamon: thriller archeologico vicino alla soluzione

Se l'analisi dei dati confermerà l'ipotesi di stanze inesplorate, entro i prossimi tre mesi scopriremo che cosa contengono. La mummia di Tutankhamon, al Museo del Cairo (Egitto): la sua tomba potrebbe nascondere stanze ancora da esplorare. Prende sempre più consistenza l’ipotesi che le pareti della tomba di Tutankhamon nascondano una o persino due camere mai esplorate in tempi moderni, e il mistero di cosa possano racchiudere diventa sempre più intrigante. All’inizio di novembre Mamdouh el-Damaty, il Ministro delle antichità dell’Egitto aveva fatto sapere che vi erano indizi a favore dell’esistenza di vuoti oltre una, se non due pareti, della tomba del Faraone, nella Valle dei Re (nel sito archeologico codificato con la sigla KV62). Gli indizi arrivavano innanzi tutto dai rilevamenti fatti con strumenti che misurano il calore dissipato dalle pareti della tomba, che risulta essere non omogeneo: un fatto che lascia supporre l'esistenza di spazi vuoti che potre...