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Visualizzazione dei post con l'etichetta Psicologia

Perché col caldo diventiamo più aggressivi?

Alla base di questo fenomeno di cui si vedono gli effetti in famiglia, sulle strade e nei campi di gioco, potrebbe esserci un rallentamento delle nostre funzioni cognitive. Avete l’impressione che la canicola faccia un brutto effetto sulle persone? La scienza vi dà ragione. Vari studi hanno visto che il caldo influisce sul comportamento, e non in meglio. I ricercatori riportano che si suona di più il clacson, per esempio, o che tra gli atleti in campo aumentano le scorrettezze rilevate: secondo un’ipotesi, la calura fa infatti aumentare pensieri e comportamenti aggressivi. Se fa caldo, diventiamo più aggressivi. Se abbiamo fame, siamo più impulsivi. Se ci scappa la pipì, diventiamo più... saggi! Come influiscono le condizioni ambientali e gli stati d'animo sui nostri comportamenti? Le risposte nell'articolo  Condizionamenti nascosti , nel numero 321 di Focus in edicola, da cui questo brano è tratto.  Qui un'anteprima sfogliabile della rivista. E un’a...

Dal sesso all'arte: 5 cose che possono fare i sonnambuli

Quello dei sonnambuli che, durante il sonno, si limiterebbero a camminare, è solo un cliché. Durante questa "attività automatica" notturna, c'è infatti anche chi parla, fa sesso, dipinge e... uccide. Secondo le statistiche ne soffrirebbe tra il 2 e il 3% della popolazione adulta. Ma per fortuna gli episodi di  sonnambulismo , che la medicina iscrive alla vasta categoria dei disturbi del sonno (o parasonnie), non avvengono tutte le notti ma, all'incirca, una o due volte al mese. Ed è una buona notizia, perché se è vero che la maggior parte dei sonnambuli si limita a vagare per casa, alcuni di loro adottano invece comportamenti decisamente inaspettati durante il sonno. Perché soltanto alcune persone sono sonnambule? FARE SESSO.   Uno dei più diffusi (e misteriosi) è la sexsonnia, una condizione che induce le persone a compiere atti sessuali nel sonno. Senza esserne consapevoli, chi ne soffre può impegnarsi nel sesso - da solo o con un partner - e non...

Regali di Natale: cosa rivelano di noi?

Dimmi che regalo di Natale fai e ti dirò chi sei: egocentrico, riciclatore, ritardatario... Ecco 10 profili di donatore ricostruiti da psicologi ed economisti. Riconoscete qualche amico, parente o... voi stessi? La scelta dei regali, la corsa nei negozi, il budget per non sfigurare, l’incertezza sul gradimento. “Ma sarà piaciuto?” | Regali di  Natale ? Ognuno – nel fare regali per le innumerevoli circostanze che lo richiedono – ha un suo “stile”. Che dice molto della nostra  personalità , di come gestiamo i rapporti con gli altri e anche di come siamo bravi (o negati) a farci capire. Non a caso, doni e donatori sono oggetto di studio per psicologi, antropologi ed economisti. Sulla base delle loro ricerche, abbiamo selezionato 10 profili di donatori. Riconoscete qualche amico, parente o... voi stessi? 1 - L’EGOCENTRICO.  Forse tra tutti è quello che più gode a fare i regali: ovvio, li fa a se stesso. Così ecco impacchettati per la moglie l’hi-fi, per il...

Memoria: perché il cervello dimentica i dettagli

Quando si rievoca un ricordo, i particolari di una scena sono meno importanti del suo significato generico: due esperimenti chiariscono alcune dinamiche dei processi di apprendimento. Lavori in corso. Il cervello umano è molto più efficiente nel ricordare  il vago significato di una scena , rispetto ai suoi precisi dettagli: ce ne rendiamo conto quotidianamente, ma ora lo confermano un paio di studi presentati a novembre al meeting annuale della Society for Neuroscience, a San Diego. Una possibile ragione di questa  défaillance  è di tipo evolutivo: per la nostra sopravvivenza è molto più utile ricordare un'idea astratta, rispetto ai singoli particolari. Immaginate di essere stati morsicati da un cane in un parco: non è fondamentale ricordare il colore del quadrupede, le sue dimensioni o l'aspetto del suo collare; è più importante sapere che se importuniamo un cane che corre libero all'aperto, può darsi che ci morda. UN PASSAGGIO PER VOLTA....

La scienza dietro alle esperienze pre-morte

Le ipotesi avanzate finora per spiegare le near death experiences, le esperienze misteriose e poco replicabili di chi si è trovato in bilico tra la vita e la morte: semplici allucinazioni? Viaggi spirituali? O il risultato di reazioni chimiche nel cervello? Una luce bellissima: una delle immagini più ricorrenti, nelle esperienze pre-morte. Al confine tra ciò che possiamo percepire attraverso i sensi e il passaggio ignoto della morte, si trovano le  Near death experiences (NDE) , le sensazioni riportate da chi si è trovato a combattere per la sopravvivenza o è passato attraverso situazioni particolarmente intense dal punto di vista fisico o emotivo, descritte come momenti di affaccio verso altre dimensioni. C'è chi parla di una "luce bianca" alla fine di un tunnel, chi dice di aver riabbracciato parenti o amici defunti, chi  si è guardato da fuori o dall'alto , e chi è stato allietato da voci o paesaggi ultraterreni. Il fenomeno si presta a spiegazi...

Perché il caffè non dovrebbe piacerci

In natura, il riconoscimento del sapore amaro si è evoluto per proteggerci da sostanze tossiche e velenose. Come mai allora l'amaro dell'espresso è, per molti, irresistibile? Irresistibilmente amaro: sembra quasi di sentirne il profumo. Ma...  la caffeina fa male? Ecco che cosa dice la scienza . La capacità di distinguere il sapore amaro ci ha tenuti lontani, nel corso dell'evoluzione, da sostanze potenzialmente velenose o comunque nocive. Come è avvenuto, allora, che abbiamo perso la testa per la bevanda amara per eccellenza? Un nuovo studio pubblicato su  Scientific Reports  indaga il rapporto tra genetica, sensibilità all'amaro e predisposizione a consumare caffè, tè e alcol. QUELLA VOLTA MI HA FATTO BENE...  A rigor di logica, al primo sorso di espresso dovremmo provare un impulso quasi istintivo a sputarlo. Eppure, gli scienziati della Northwestern University (Illinois) che hanno condotto lo studio si sono accorti che le persone più sensibili a...

Depressione post partum: un possibile legame con il sistema immunitario

Un'infiammazione nelle regioni cerebrali che regolano l'umore in seguito a gravidanze difficili sembrerebbe legata ai sintomi della condizione che interessa il 15% delle neomamme. La depressione post partum interessa circa il 15% delle nuove madri ed esordisce in genere nei primi tre mesi dalla nascita del bambino. Se ne parla ancora troppo poco, e troppo spesso come di un tabù. Il sistema immunitario potrebbe giocare un ruolo importante nella genesi di una condizione che non di rado affligge le neomamme: la  depressione post partum . Un'infiammazione nelle aree del cervello deputate alla regolazione dell'umore in seguito a una gravidanza difficile potrebbe essere alla base del disturbo dell'umore che, in questa fase della vita di una donna, dà sintomi come una stanchezza insormontabile, sconforto prolungato, difficoltà nel legare con il figlio. Depressione: che cosa c'è da sapere SI CERCAVA NEL POSTO SBAGLIATO.  Diverse spiegazioni sono stat...

Come nascono i falsi ricordi?

La memoria non è un magazzino impermeabile ma un film in continuo rifacimento. E spesso esperienze che diamo per vissute non sono mai avvenute, o si sono consumate in modo diverso. I segnali elettrochimici tra neuroni in una sinapsi, il punto di scambio tra segnali nervosi. Prima o poi succede a tutti: siamo convinti che un episodio che ci riguarda sia andato in un certo modo, fino a quando i fatti non ci smentiscono clamorosamente. La memoria non è uno scrigno chiuso ma il frutto di un continuo lavoro di ricostruzione, e i falsi ricordi sono la versione più estrema di questo processo di ripristino. Come si formano? Quali sono le situazioni che li favoriscono? Chi è più soggetto, e quali sono le conseguenze? Ne ha parlato, al Focus Live,  Nicola Mammarella , Professore di Psicologia dell'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti. Il primo ricordo: falso, per 4 persone su 10 EFFETTO NEBBIA.  I falsi ricordi sono innescati da diversi meccanismi»...