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Visualizzazione dei post con l'etichetta ECONOMIA

La geografia delle migrazioni

Tante le definizioni e le ragioni, uno il fenomeno complessivo. Di fronte a guerre, conflitti, disastri naturali, povertà e mancanza di risorse, gli uomini e le donne del mondo si spostano. Da sempre. Fin dall’antichità, la storia umana è stata caratterizzata da picchi di grande migrazione di massa. L’invenzione dell’agricoltura, tra i 10 e gli 8mila anni fa, la scoperta dell’utilizzo del bronzo, circa 5000 anni fa, e la diffusione e uso del ferro, attorno a 3000 anni fa, coincidono con  tre massicci spostamenti della popolazione  e con la nascita di nuove civiltà, conseguenza anche di questi movimenti. L’inizio del XXI secolo ha segnato l’inizio di un’altra grande ondata di migrazioni forzate con milioni di persone che si muovono ogni anno. Spesso le persone cambiano regione o città rimanendo nel proprio Paese, sfollando in campi profughi o in altre situazioni di accoglienza temporanea. Altre volte cercano rifugio nei Paesi vicini o affrontano lunghi viaggi ...

Che cos'è lo spread?

Da qualche giorno si parla nuovamente di "spread": ma che cosa indica? E perché quando aumenta sono tutti così preoccupati? Nelle ultime ore è tornato prepotentemente di attualità, si legge sulle prime pagine dei giornali, sui siti di informazione, si sente nei servizi dei telegiornali: lo  spread , che nelle ultime ore è cresciuto di diversi punti destando la preoccupazione dei politici e degli operatori finanziari. Ma che cosa indica lo  spread ? E perché l'aumento di questo  indicatore economico  scatena il panico sui media e nei mercati? ITALIA-GERMANIA.  Il termine  spread , letteralmente “divario”, indica la differenza di  rendimento tra i titoli di stato italiani a 10 anni  (i BTP) e gli  equivalenti titoli pubblici tedeschi . Il rendimento dei titoli di stato è un ottimo indicatore dello stato di salute dell’economia di un paese: più il sistema è solido, meno i titoli sono rischiosi e offrono quindi agli invest...

Siamo bombardati di offerte con prezzi ammiccanti, che terminano col 9. Funziona?

0,99 euro! 9,99 e così via. La tecnica, a dire il vero non è nuova: attirarci con prezzi che terminano col 9, affinché possiamo percepire il costo di un prodotto come inferiore a quello reale. Sembrerà incredibile, ma c'è chi ci casca. I prezzi degli iPhone finiscono regolarmente con un 9. E la gente fa la fila per acquistarli. Uno smartphone a 199 € (anziché 200), un pacco di biscotti a 1,99 € e l’abbonamento al nostro servizio di streaming musicale a soli 0,99 € al giorno: sono i "prezzi psicologici", un semplice trucco di marketing che dovrebbe farci percepire il costo di un bene o un servizio come inferiore rispetto a ciò che realmente è. Ma funziona davvero? Se lo è chiesto un team di ricercatori della  Hankamer School of Business  presso la Baylor University di Waco, in Texas, che ha analizzato il comportamento d’acquisto di 932 consumatori. DI CHE COMPORTAMENTO SEI?  I risultati del test hanno permesso a  Lingjiang Lora Tu  e ai suoi col...

Chi ha inventato il carrello della spesa?

Come Sylvan Goldman, un piccolo commerciante dell'Oklaoma, ebbe l'idea che rivoluzionò il modo in cui facciamo la spesa. Nel 1940, solo tre anni dopo la loro introduzione, i carrelli erano diventati così popolari, che i negozi di alimentari si trasformarono, con corridoi più spaziosi e banchi dove contenere maggiori quantità di cibo. Nel 20esimo secolo, con l'arrivo dell'automobile, del frigo nelle case e dei primi supermercati, i commercianti si resero presto conto che le persone erano disposte e disponibili ad acquistare grandi quantità di cibo in una sola volta, ma non avevano mezzo efficace e comodo per trasportarlo per il negozio. Fu così che nel 1937,  Sylvan Goldman  ebbe l'illuminazione. Nato in una famiglia di venditori al dettaglio, Goldman ebbe alterne fortune come commerciante, nell'epoca della grande depressione successiva al crollo di Wall Street nel 1929. E fu in uno dei suoi negozi in Oklaoma che si accorse delle difficoltà ch...

10 cose che (forse) non sai sulle armi da fuoco in USA

Quante armi circolano negli Usa? È facile comprarne una? Quante stragi vengono commesse ogni anno? E da chi è composta e quanto spende la lobby delle armi? L'ultimo invito del Presidente Obama al congresso degli Usa, per regolare il possesso di armi negli Usa risale al 5 dicembre, dopo la strage di San Bernardino, dove due killer hanno ucciso 14 persone usando fucili d'assalto: un'arma che nella maggior parte dei paesi occidentali sarebbe illegale detenere. Ma la situazione americana è ben più complessa... 1. NEGLI USA CI SONO PIÙ ARMI CHE PERSONE.  Un report del Congressional Research Service afferma che negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone. Secondo il report, il 20% dei possessori possiede il 65% delle armi. 2. PER FORTUNA, CE NE SONO MENO DEL PASSATO.  Secondo il General Social Survey , uno dei principali sondaggi degli Stati Uniti, nel 2014 il 31% degli americani aveva un'ar...

In Cina comprano aria in bottiglia dal Canada

Tra i prodotti più ricercati in Cina, insieme a Gucci e Ferrari, c'è l'aria delle Montagne Rocciose: un affare milionario per chi respira smog concentrato. Lake Louse, nello Stato dell'Alberta: amena località canadese che ha fatto della sua aria un prodotto da esportazione, in bombolette. Cosa non fareste per un boccata d'aria pulita e fresca, soprattutto se vi dovesse capitare di abitare a Pechino. E i cinesi, del resto, sono disposti a pagare parecchio per averne in casa una buona scorta. Lo si scopre sulle pagine online di  Vitality Air , società canadese da alcuni giorni in difficoltà perché non riesce a soddisfare le richieste di aria pulita imbottigliata che arrivano proprio dalla Cina: l'azienda ha infatti un cospicuo giro d'affari con l'ex Impero Celeste, dove l'aria di alcune località è ormai decisamente irrespirabile. Moses Lam, fondatore di Vitality Air, ha iniziato questa attività "per scherzo" (rivela) dopo aver let...

Le reazioni a caldo degli scienziati all'accordo di Parigi

Un primo quadro sulla qualità dell'accordo raggiunto alla Conferenza sul clima di Parigi, la COP21: il punto di vista della scienza. La COP21 si è chiusa con un  documento  che prende atto dei rischi del cambiamento climatico e di ciò che occorre fare per mitigarlo e per affrontarne le conseguenze. Indica una strada (ridurre le emissioni) e prevede finanziamenti e sostegno tecnologico per i Paesi in via di sviluppo e per le economie più deboli: qui di seguito i commenti a caldo di scienziati di livello internazionale, che riconoscono l'importanza del lavoro fatto a Parigi ma lamentano anche la mancanza di un sistema di regole stringenti. CORINNE LE QUÉRÉ , University of East Anglia,  Tyndall Centre for Climate Change Research  - «Il testo finale dell'accordo riconosce gli imperativi della comunità scientifica per affrontare il cambiamento climatico. I tre elementi chiave per farlo ci sono, in qualche forma: mantenere il riscaldamento ben al di sotto di ...