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Fake news: Facebook blocca i post troppo virali

Un nuovo approccio alle fake news, basato sull'analisi della viralità dei post, promette di ridurre la diffusione delle bufale su Facebook. Il nuovo sistema di AI di Facebook intercetta e blocca le news troppo virali: spesso sono bufale. La guerra di Facebook alle fake news non  conosce tregua: FB  ha infatti recentemente adottato un nuovo approccio, chiamato  virality circuit breaker ,  con l'obiettivo di rallentare, ed eventualmente bloccare, la diffusione di notizie false o fuorvianti soprattutto in tema  di  C o V i D-19.  Il sistema prevede l'impiego di un'intelligenza artificiale (AI) che intercetta, blocca e segnala ai moderatori i post che diventano virali in troppo poco tempo: i contenuti vengono poi sbloccati quando se ne è verificata la veridicità.   TROPPO VIRALE...   Secondo quanto  riportato da The Interface , un blog specializzato in notizie e aggiornamenti sui social network, questo approccio dovrebbe permettere un signif...

I bitcoin sono anonimi? Non è più tanto vero...

Rintracciare le operazioni fatte con i bitcoin oggi è possibile grazie alle normative anti-riciclaggio e nuove tecniche di investigazione. Con buona pace del crimine organizzato. Secondo una ricerca monitorare le transazioni in bitcoin oggi è molto più facile. Fino a poco tempo fa si credeva che i  bitcoin , essendo una valuta virtuale, non emessa né controllata da alcuna banca, fossero totalmente anonimi: da qui l’ipotesi di un metodo di pagamento e passaggio di denaro assai apprezzato dalla criminalità organizzata (e non solo). Ma nel 2019 la verità è un'altra:  i bitcoin non sono affatto anonimi . Gli esperti di criptovalute li definiscono  semi-anonimi : nel senso che rintracciare una transazione in criptovalute per le forze dell’ordine oggi è possibile. ANTI-RICICLAGGIO.   La  blockchain, il libro mastro condiviso tra più utenti , che registra le transazioni in bitcoin già da tempo consente agli investigatori informatici di rintracciare ...

La rete Internet può collassare?

La risposta è sì. E accade anche abbastanza spesso: solo nel 2018 è successo ben 12600 volte. Ecco perché succede. Nel 2018 internet è andata in crash 12600 volte. Nel 2017 erano state 14000. Internet può andare in crash? Non solo la risposta è "sì", ma succede anche spesso. L’ultimo grande crash è avvenuto lo scorso 24 giugno, quando  DownDetector  ha raccolto migliaia di segnalazioni in tutto il mondo che siti come  Google  e  Amazon  - solo per citarne alcuni - erano improvvisamente inaccessibili. I problemi si sono risolti in poche ore:  Cloudflare , un’azienda statunitense che offre servizi per la sicurezza della rete, ha spiegato che erano stati causati da un "errore di traffico" di un piccolo provider Internet della Pennsylvania (Usa). INCIDENTI.  Ma basta davvero così poco per far crollare Internet? Pare di sì, se è vero (come è vero) che  solo nel 2018 di incidenti simili se ne sono registrati la bellezza di 1...

Arriva la moneta di Facebook: si chiamerà Libra

Facebook è pronta a lanciare la sua valuta digitale entro la fine del prossimo anno. Con quali vantaggi e rischi per gli oltre 2 miliardi di utenti dei social di Zuck? Facebook inizierà a battere moneta: per chi sarà un affare? Tra gli addetti ai lavori la notizia circolava da tempo: Facebook lancerà una propria valuta in una dozzina di Paesi entro la fine del prossimo anno. Si chiamerà Libra ed è il risultato di un anno di lavoro di Calibra, una società che il numero uno dei social network aveva creato a questo scopo. Nelle ultime settimane  Mark Zuckerberg  ha incontrato il Governatore della Banca d’Inghilterra  Mark Carney , alcuni rappresentanti del Tesoro americano e i manager di Western Union, società specializzata nel trasferimento a basso costo di somme di denaro tra privati. CRIPTOSOCIAL.  Secondo quanto reso noto fino ad oggi, la moneta di Facebook sarà una criptovaluta, sarà solo digitale e sarà garantita dalla  blockchain, la stes...

Cosa "pensa" di noi Facebook? Ecco come scoprirlo

Secondo uno studio americano 3 persone su 4 non sanno che Facebook colleziona i nostri dati a scopo pubblicitario e crea dei veri e propri identikit social. Ecco come trovare il nostro. Facebook possiede un elenco di interessi di ogni suo utente: una sorta di identikit social, che comprende anche le preferenze politiche. Una mega multa mai vista prima: è quella che secondo il  Washington Post  potrebbe presto colpire  Facebook  per chiudere l'inchiesta sugli abusi in seguito allo  scandalo di  Cambridge Analytica , la società privata che in tempo di elezioni presidenziali americane ha avuto accesso e utilizzato impropriamente i dati di 87 milioni di persone. Facebook, secondo la  Federal Trade Commission , si sarebbe dimostrata  incapace di proteggere adeguatamente la privacy dei propri utenti , e l'accordo comprenderebbe , oltre alla multa,   anche l'obbligo di rivedere le attuali policy con controlli periodici. TUTT...

Anzianotti e ultraconservatori: ecco il profilo di chi diffonde falsità in Rete

Due studi indipendenti tracciano il profilo tipico di chi diffonde online bufale e fake news a sfondo politico.   Identificato il diffusore tipico di fake news: potrebbe essere il signore della porta accanto.... Anzianotti e conservatori: è questo, in estrema sintesi, il profilo tipico del pubblicatore seriale di fake news che ha seminato zizzania sui social durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane del 2016. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato su Science  che ha analizzato in modo approfondito i tweet a sfondo politico pubblicati con lo scopo di gettare discredito sui vari candidati che hanno partecipato alla corsa alla Casa Bianca tra il 1° agosto e il 6 dicembre 2016. POCHI. MA NON TROPPO BUONI.   Secondo la ricerca i diffusori di fake news sono utenti piuttosto attivi: hanno pubblicato in media 70 tweet al giorno a testa, anche se ciascuno di loro ha un numero di follower tutto sommato limitato. La cosa ch...

Codice etico UE sull'intelligenza artificiale: forte la tecnica, debole la politica

La Commissione Europea pubblica una prima bozza di linee guida per la progettazione di sistemi di intelligenza artificiale affidabili, nel rispetto della centralità dell'essere umano. Un lavoro importante, approfondito e concreto, che soffre però di un male tipico della UE: non è vincolante. VIKI , acronimo di Virtual Interactive Kinesthetic Interface, è il sistema di intelligenza artificiale (protagonista del film  Io Robot ) deciso a proteggere l'umanità da se stessa. Per comprendere la genesi e lo scopo della prima bozza del codice etico per la progettazione di sistemi di intelligenza artificiale, elaborato da un team di esperti per la Commissione Europea, pubblichiamo un intervento di Luca Bolognini, presidente dell' Istituto Italiano per la Privacy  e autore di "Follia Artificiale" (Rubbettino Ed., 2018). Nella primavera del 2018, la Commissione Europea ha selezionato  52 intelligenze umane (l'AI HLEG)  per fronteggiare  la sfid...

Foto e video falsi: dalla tecnologia una soluzione

Deep fake: due app per scoprire foto e video falsi. Ecco come funzionano Arrivano due app anti-fake. Video e foto manipolate così bene da sembrare  veri , grazie all’uso dell’intelligenza artificiale: è il fenomeno cosiddetto del  deep fake, ultima frontiera delle fake news , che secondo l’ultimo  Rapporto Censis  avrebbero già ingannato almeno un italiano su due. E se una notizia falsa può generare ancora qualche dubbio, un’immagine o un video ben ritoccati nell’era della  post verità  possono invece essere molto convincenti. Ma ecco che in nostro soccorso viene la scienza. Due startup, la statunitense  Truepic  e la britannica  Serelay , sono al lavoro su due app gratuite, per iOS e Android, che utilizzano algoritmi in grado di verificare l'autenticità di una foto. Se un'immagine diventa virale, per esempio, attraverso queste app può essere confrontata con l'originale e verificare se ha mantenuto la sua integrità. In questo mo...