Passa ai contenuti principali

La stampa 3D che mostra le opere d'arte ai ciechi

3DPhotoworks realizza versioni tridimensionali dei capolavori della pittura. Il progetto ha già preso piede in alcune mostre allestite negli USA e in Canada.

drgachet
Grazie alla stampa 3D, gli occhi non sono più così indispensabili per ammirare i capolavori dell'arte pittorica. Il progetto dell'azienda3DPhotoworks consente infatti alle persone affette da cecità di apprezzare alcune delle tele più famose al mondo.

Per ora questa tecnica ha dato vita alla rivisitazione di capolavori quali la "Monna Lisa" di Leonardo da Vinci e il "Ritratto del dottor Gachet" di Vincent van Gogh, ma il prossimo passo prevede di stampare in tre dimensioni anche le fotografie. «Il nostro obiettivo è di rendere arte e fotografia alla portata dei 285 milioni di persone cieche o ipovedenti», ha dichiarato John Olsen, fotografo di LIFE e fondatore di 3DPhotoworks.

DA KICKSTARTER ALLA REALTÀ. Il progetto, che sta raccogliendo fondi per ingrandirsi (qui la pagina Kickstarter), utilizza un particolare software che effettua la scansione digitale di immagini bidimensionali. Dopo aver collezionato i dati relativi alla foto o al quadro in esame, il programma elabora una versione 3D dell'immagine di partenza, tenendo conto di dimensioni, profondità e texture dei soggetti ritratti.

Il quadro-scultura viene quindi stampato in 3D e successivamente colorato come l'originale. L'ideazione e la messa a punto dell'intero processo ha richiesto circa sette anni.


MOSTRE FUTURE. L'iniziativa lanciata da 3DPhotoworks sta attirando curiosità e consensi. Ed è già diventata realtà, rendendo blind friendly(ovvero accessibili alle persone prive di vista) alcune mostre allestite nei musei americani e canadesi. La prossima tappa sarà un'esposizione di fotografie scattate da artisti affetti da cecità parziale, che si terrà a febbraio presso il Canadian Museum for Human Rights.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Londonderry explosion: 'Firebomb' explodes in Everglades Hotel

No-one was injured in the explosion but the reception area was extensively damaged A masked man has thrown what police have described as a "firebomb" into the reception area of a Londonderry hotel. The Everglades Hotel, in the Prehen area of the city, was evacuated after the device was reported at 23:15 BST on Thursday. The device exploded a short time later when Army bomb experts were working to make it safe. No-one was injured in the explosion but the reception was extensively damaged. Deputy First Minister Martin McGuinness has tweeted: "Derry is a place looking to the future and will not be held back by those living in the past. Their attack on the Everglades must be condemned." PSNI Chief Superintendent Stephen Cargin said: "A masked man went into the hotel and left a hold-all at the reception desk saying he was from the IRA. 'Ball of flames' The device exploded in the reception area of the hotel when Army bomb experts were wor...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...