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Scandalo doping: le sostanze, i vantaggi illeciti, gli effetti collaterali

Quali sono, secondo l'Agenzia Mondiale Antidoping, le sostanze proibite somministrate agli altleti russi? In che modo migliorano la performance sportiva? E quali effetti collaterali hanno? Facciamo chiarezza.

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Uno dei laboratori antidoping moscoviti presi in esame dalla WADA.
Il rapporto della WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping, pubblicato lo scorso lunedì e relativo all’uso sistematico di sostanze proibite da parte degli atleti russi è probabilmente il più grande tsunami farmaceutico che abbia mai investito il mondo dello sport, se non altro per le conseguenze che potrebbe avere e per il numero di atleti coinvolti.

Se le richieste della IAAF, l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica, dovessero essere accolte, la Russia rischia di saltare i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del prossimo anno e di vedersi ritirare le medaglie vinte a Londra nel 2012.

ALLENAMENTO IN PILLOLE. Le 323 pagine del report  raccontano una storia che di sportivo ha ben poco: parla di corruzione a tutti i livelli, della disinvoltura con cui le autorità sportive russe hanno distrutto le prove di colpevolezza di migliaia di atleti, della facilità con cui medici e coach riuscivano a procurarsi le sostanze proibite.

Ma di quali farmaci si tratta? Che effetti hanno sulle prestazioni sportive? E, soprattutto, quali effetti collaterali possono portare? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il report della WADA cita almeno una ventina di farmaci dopantiutilizzate dagli atleti di Mosca,  somministrate per via orale o per iniezione, e riconducibili a due classi di sostanze: gli steroidi anabolizzanti e l'EPO. Vediamoli nel dettaglio.

1. STEROIDI ANABOLIZZANTI. Sono probabilmente i signori del doping. Derivati dal testosterone, l’ormone sessuale maschile, hanno la capacità di accelerare i fenomeni cellulari anabolici. Servono cioè a rendere più veloce la sintesi di proteine, carboidrati e costituenti cellulari con l’obiettivo di aumentare artificialmente la massa muscolare dell’atleta. Sono utilizzati da chi pratica discipline di potenza come gli sprint, il sollevamento pesi, la lotta.

Vengono assunti a cicli di 12 settimane: le prime 6 a dosi crescenti, le ultime 6 a dosi decrescenti, seguendo uno schema chiamatopyramiding.  Secondo i documenti della WADA, gli allenatori e i medici russi non sembrano disdegnare nemmeno lo stacking, cioè l’assunzione contemporanea di più steroidi.

PERCHÈ FANNO MALE.  Gli effetti collaterali degli steroidi sono però molto pericolosi e ormai accertati dalla scienza: si va dalla crescita abnorme dei tessuti sessuali (negli uomini soprattutto la prostata, nelle donne il clitoride), alla comparsa di tumori, dall’atrofia testicolare alla ginecomastia (crescita di tessuto mammario anche negli uomini).

Queste sostanze tendono a far crescere in misura abnorme tutti i muscoli, anche il cuore, con conseguente aumento del rischio di infarto.

Gli steroidi hanno effetti anche sulla psiche: chi li assume tende ad essere più aggressivo mentre durante l’astinenza la situazione si ribalta: dompaiono ansia e depressione che, nei casi più gravi, possono portare al suicidio. Se ciò non bastasse, va ricordato che queste sostanze possono scatenare forme gravi di acne e irsutismo (crescita incontrollata dei peli), e portare sia uomini che donne alla calvizie.

Rientrano in questa categoria di sostanze l’Oxandrolone (chiamato anche Ox o Var), l’Oxymetholone (Drol), il Methandrostenolone (Dbol), lo Stanozolol (Winny), il Torinabolon.


2. L'EPO, OVVERO IL DOPING DEL SANGUE. Obiettivo di questo tipo di doping è aumentare il numero di globuli rossi nel sangue degli atleti prima della competizione e assicurare in questo modo una maggiore ossigenazione di muscoli e tessuti.

Le tecniche più utilizzate sono due: la prima prevede la somministrazione per iniezione di sostanze capaci di stimolare la produzione di etritrociti. La più nota e utilizzata tra queste è l’Eritropoietina, o EPO, un ormone normalmente prodotto dai reni che regola la produzione di globuli rossi da parte del midollo.

Il secondo metodo è l’autotrasfusione: all’atleta vengono prelevate diverse sacche di sangue che vengono conservate e re-infuse poco prima della gara. Questa pratica, del tutto normale e comune in ambito chirurgico, diventa doping quando viene effettuata con l’obiettivo di aumentare i globuli rossi per dare un aiutino allo sportivo prima della competizione e aumentarne la resistenza alla fatica.

VELOCI DA MORIRE.  L‘incremento artificiale di globuli rossi nel sangue espone gli atleti a numerosi rischi: aumentando la componente solida, il flusso ematico diventa più denso e cresce il rischio che si formino pericolosi coaguli (i trombi) che possono ostruire i vasi sanguigni (trombosi).

Il rischio aumenta ancora di più con la disidratazione causata dalla sudorazione, soprattutto durante le gare di resistenza.

Ma non finisce qui, perchè l’Eritropoietina ha, tra i suoi effetti collaterali, anche aritmie cardiache, danni cerebrali e morte improvvisa.

In questa categoria di farmaci spicca l’Epokrin 2000 che, secondo il rapporto della WADA, in Russia può essere acquistato senza prescrizione medica per 3.900 rubli (circa 55 euro) alla confezione.

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