Passa ai contenuti principali

Il morso dello scarafaggio

Uno studio britannico rivela che è cinque volte più forte di quello di un uomo, grazie a fibre muscolari accessorie nella mascella dell'insetto.

cor_42-19878966
L'inquilino infestante: primo piano di Periplaneta americana, con antenne, parti della bocca e occhi composti...
Uno studio pubblicato sulla rivista Plos One rivela un aspetto finora sconosciuto (e un po' inquietante) di uno degli inquilini abusivi meno desiderati nelle nostre case. Si tratta dello scarafaggio, che secondo le analisi degli zoologi dell'università di Cambridge possiede un morso cinque volte più potente di quello di un uomo, la cui forza è circa 50 volte superiore al suo peso corporeo.

TRITATUTTO. La ricerca condotta da Tom Weihmann e colleghi si è focalizzata sul comportamento della blatta americana (Periplaneta americana), uno degli insetti infestanti più comuni nelle aree urbane di tutto il mondo. Se messo alla prova, lo scarafaggio attiva speciali fibre muscolari della mascella che permettono di tritare materiali duri come il legno.

«In proporzione», spiega Weihmann, significa che la blatta americana può esercitare una forza «cinque volte maggiore di quella di cui sono capaci generare gli esseri umani con la loro mascella.»


BIOMIMETICA. Quello condotto dal team di Cambridge è il primo studio che misura l'intensità della masticazione di un insetto ordinario. L'indagine, che ha coinvolto 300 esemplari, ha chiarito che i morsi più brevi e deboli vengono gestiti da fibre muscolari relativamente veloci, mentre quelli lunghi e forti sono veicolati da fibre muscolari accessorie che richiedono più tempo per esprimere la loro massima forza.

L'utilità della ricerca è legata al fatto che la blatta svolge un ruolo cruciale in diversi ecosistemi. Quanto scoperto potrebbe tracciare la strada per lo sviluppo di soluzioni ingegneristiche di ispirazione biologica.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Il legame (negativo) tra bevande zuccherate e malattie cardiovascolari

  Bere bevande zuccherate aumenta il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari: meglio concedersi un dolcetto ogni tanto.     Bevande zuccherate? Se ci tieni alla salute del tuo cuore, meglio di no. È meglio bere una bevanda zuccherata o mangiare un dolcetto? Stando a quanto scoperto da uno studio  pubblicato su  Frontiers in Public Health , la seconda. Analizzando l'impatto del consumo di zucchero sul rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, i ricercatori hanno infatti scoperto che  bere bibite zuccherate aumenta il rischio di venire colpiti da ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e aneurisma . «La cosa più sorprendente è stata scoprire che diverse fonti di zucchero aggiunto hanno un impatto differente sul rischio di malattie cardiovascolari», commenta  Suzanne Janzi , una degli autori, sottolineando l'importanza di considerare non solo  quanto  zucchero consumiamo, ma anche  di che tipo . Lo studio.  ...

Dengue, aumentano i casi in Italia: da dove arriva e perché sta crescendo il virus delle zanzare

Sono 500 i casi di Dengue confermati nel nostro Paese da gennaio 2024. Il maxi focolaio di Fano con oltre 100 contagi fa temere un'ulteriore diffusione.     Sangue in provetta L'aumento vertiginoso dei casi di  Dengue  – infezione trasmessa dalle zanzare del genere  Aedes , come la zanzara tigre – fa salire l'attenzione su una malattia che l'Oms aveva già inserito tra le  10 minacce per la salute globale  ancor prima dell'ondata epidemica attuale. I timori si alimentano anche in Italia, con il recente focolaio scoppiato a Fano, nelle Marche, che finora registras 102 casi accertati e altri dieci probabili.   Già il 2023 era stato un anno record, con oltre  6 milioni di contagi  e casi autoctoni registrati anche in zone, come l'Europa e l'Italia, in cui la malattia non è normalmente presente (ma è a volte diagnosticata nei viaggiatori provenienti da aree a rischio). Tuttavia, le cifre relative ai primi mesi del 2024 sono state capaci di sb...