Passa ai contenuti principali

Il muco degli starnuti arriva fino a otto metri di distanza

Il MIT ha studiato la dinamica di questo comune gesto, diverso in ogni individuo: i risultati potrebbero aiutare a prevenire epidemie.
 

Nella video ad alta velocità girato dai ricercatori del MIT si osserva la diffusione delle goccioline di saliva e muco durante uno starnuto.
Alcuni ricercatori di fluidodinamica del MIT hanno studiato come avviene l'espulsione di muco e saliva durante uno starnuto. Il meccanismo, ripreso nel video ad alta velocità qui sopra, potrebbe far luce sulle modalità di diffusione dei virus e fornire strumenti utili per prevenire epidemie.

Starnutire infatti è un riflesso normale: il corpo se ne serve per liberarsi dagli agenti patogeni che lo minacciano. Ma fin dove possono spingersi le sostanze espulse starnutendo, e quali controindicazioni ci sono per l'ambiente circostante?

LE MALATTIE VIAGGIANO CON IL MOCCIO. La ricerca ha rivelato che quando si starnutisce le goccioline di saliva e moccio vengono espulse con forza dalla bocca e dal naso insieme a un gas che le trasporta fino a otto metri di distanza, in ogni direzione. Dato che è nelmuco che si annidano gli eventuali virus presenti nell'organismo, uno starnuto può veicolare una malattia molto lontano e senza particolari sforzi, generando il rischio di epidemia.
AD OGNUNO IL SUO STARNUTO. Ogni persona starnutisce in modo diverso. C'è chi lo fa con una maggiore potenza risultando quindi un "super propagatore" di agenti patogeni, e chi invece lo trattiene limitando i danni.


È compito degli scienziati individuare tutte le variabili di questo processo «a propulsione», come l'ha definito Lydia Bourouiba, direttrice del Fluid Dynamics of Disease Transmission Laboratory, così da poter costruire un modello epidemiologico in grado di prevedere le epidemie.

Nell'attesa, il modo più efficace  prevenire il fenomeno rimane anche il più antico: quando starnutisci, metti una mano davanti alla bocca.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Londonderry explosion: 'Firebomb' explodes in Everglades Hotel

No-one was injured in the explosion but the reception area was extensively damaged A masked man has thrown what police have described as a "firebomb" into the reception area of a Londonderry hotel. The Everglades Hotel, in the Prehen area of the city, was evacuated after the device was reported at 23:15 BST on Thursday. The device exploded a short time later when Army bomb experts were working to make it safe. No-one was injured in the explosion but the reception was extensively damaged. Deputy First Minister Martin McGuinness has tweeted: "Derry is a place looking to the future and will not be held back by those living in the past. Their attack on the Everglades must be condemned." PSNI Chief Superintendent Stephen Cargin said: "A masked man went into the hotel and left a hold-all at the reception desk saying he was from the IRA. 'Ball of flames' The device exploded in the reception area of the hotel when Army bomb experts were wor...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...