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La salamandra con le zanne della Pangea

Scoperti in Brasile i resti fossili di rettili e anfibi vissuti prima della divisione della Pangea: daranno informazioni preziose su una nicchia di fauna ancora poco conosciuta.

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Un esemplare di T. anneae (a sinistra), una P. nazariensis (a destra), e un più grande rinesuchide in secondo piano.
Un consistente bottino fossile di anfibi e rettili vissuti 278 milioni di anni fa è stato rinvenuto nel nordest del Brasile, e testimonia l'abbondanza di fauna nella zona tropicale del super continente perduto: la Pangea. I resti includono fossili di due diverse specie didvinosauri (parenti estinti delle salamandre) entrambi di una quarantina di cm, uno dei quali con zanne e branchie; e lo scheletro del più antico rettile terrestre mai rinvenuto in Sud America.

NUOVI DATI. La scoperta, pubblicata su Nature Communications, è importante perché ancora oggi poco si sa di piante e animali che popolavano la fascia tropicale meridionale della Pangea, una zona che corrisponde oggi ad aree povere di reperti fossili. Quel che si sa su evoluzione e adattamento di rettili e anfibi è stato dedotto da reperti europei e nordamericani. «Ma ora che sappiamo che i loro lontani parenti abitavano in un vasto sistema di laghi nella regione tropicale del super continente Pangea, possiamo scoprire di più sulla loro numerosità, paleobiologia e ampiezza di distribuzione lontano dall'equatore» afferma Martha Richter del Natural History Museum di Londra, tra gli autori.

IDENTIKIT. L'anfibio con le zanne, della specie Timona anneae, doveva apparire come un incrocio tra una salamandra messicana (axolotl) e un'anguilla. L'altro, della specie Procuhy nazariensis, era più simile a un mix tra una rana e una salamandra, ma entrambi gli animali erano anfibi completamente acquatici.

Il team internazionale di ricercatori ha riportato alla luce anche lo scheletro fossile di un Captorhinus aguti, il più antico rettile terrestre sudamericano - simile a una lucertola - le cui tracce erano state trovate, finora, soltanto in Nord America. E i resti del cranio di un grosso anfibio della famiglia dei rinesuchidi (Rhinesuchidae) studiato, finora, soltanto a partire da fossili sudafricani.

Lo studio di questa nuova fetta di fauna fossile consentirà di capire con maggiore precisione come gli antichi rettili e anfibi si siano dispersi nel supercontinente, anche in relazione alle condizioni climatiche e alla latitudine.


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