Passa ai contenuti principali

Il Grand Canyon è molto più giovane dei dinosauri

Un nuovo studio stabilisce la data approssimativa di formazione del Grand Canyon, ancora oggetto di dibattito.

h_18.00001257
Grand Canyon: uno spettacolo che i dinosauri non hanno mai visto.
È curioso, vista l'abbondanza di tecniche e metodi collaudati a disposizione, che ancora non si sia riusciti a stabilire la data di formazione del Grand Canyon (Usa), neppure all'interno di un ragionevole intervallo di tempo. Questo perché non è semplice determinare l'età di un'area soggetta all'erosione.

Il tema è da tempo motivo di dibattito tra i geologi, oltre che di curiosità tra quanti si chiedono se, molto prima dell'uomo, a godere di quello splendido panorama siano stati i dinosauri, prima di sparire dalla faccia della Terra.

Secondo alcune teorie il fiume Colorado avrebbe iniziato a scavare tra le rocce circa 17 milioni di anni fa, altre ci dicono che le varie formazioni hanno età diverse tra loro, mentre uno studio del 2012 aveva retrodatato il tutto a 70 milioni di anni fa. Dopo quasi tre anni una nuova ricerca, questa volta dell'Arizona State University, rimette tutto in discussione.

MOLTO PIÙ GIOVANE. Lo studio, pubblicato il 10 giugno su Geosphere, sostiene che la parte occidentale del Grand Canyon ha tra i 6 milioni e i 18 milioni di anni di età. Il che esclude, tra le altre cose, che i dinosauri abbiano potuto vederlo: «Non c'è verso che i dinosauri abbiano convissuto con quello che chiamiamo Grand Canyon», ha dichiarato Andrew Darling, coautore della pubblicazione.

DIBATTITO CONCLUSO? Il risultato è stato ottenuto studiando la forma del paesaggio grazie a un software che ha messo a confronto la parte ovest del canyon con altre formazioni geologiche nella stessa zona e già datate con precisione. In base allo studio, le pareti rocciose del Grand Canyon risultano molto più ripide rispetto ad altre pareti delle zone circostanti, come quelle delle Grand Wash Cliffs, che secondo analisi precedenti ha tra i 12 e i 18 milioni di anni di età.

«Secondo noi questo significa che il Grand Canyon occidentale è più giovane e ha iniziato a erodersi più recentemente, ma più velocemente, rispetto all'area delle Grand Wash Cliffs.»

Chissà se questa è l'ultima parola o se, prima o poi, una nuova ricerca rimetterà i T-Rex in cima alla spettacolare gola del Colorado.


Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Solstizio d'inverno 2019: il 22 dicembre inizia la stagione invernale

22 dicembre 2019, ore 5:19 - Il solstizio apre l'inverno astronomico: guida alla notte più lunga dell'anno e al significato che ha assunto nella Storia. Il 22 dicembre 2019 l'inverno astronomico incontra quello meteorologico, che ci accompagna già da qualche settimana (anche se non sembrerebbe...). Domenica 22 dicembre, ore 5:19: mentre molti di noi si staranno rigirando sotto il piumone, la Terra si presenterà puntuale a un appuntamento astronomico ricco di significato, quello con il  solstizio d'inverno . Chi vive nell'emisfero settentrionale, in questa giornata sperimenterà il dì più breve e la notte più lunga dell'anno. Il solstizio segna il momento in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno a una latitudine di 23,5 gradi sud, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell'equatore celeste: l'arco diurno descritto dal Sole nel suo percorso apparente da sud-est a sud-ovest è il più corto, ed ecco pe...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...