Passa ai contenuti principali

Che cosa sognano i ratti, quando dormono?

I luoghi in cui vorrebbero andare, e la strada per raggiungerli. Un singolare esperimento inglese chiarisce il ruolo dell'ippocampo nel costruire e immaginare scenari futuri.

sleepingbeauty
Sogni di infiniti labirinti, tappezzati di formaggio.
La notte scorsa avete sognato il viaggio che vi porterà verso le tanto sospirate vacanze? In un certo senso, succede anche ai ratti. Un gruppo di ricercatori inglesi è riuscito a monitorare il contenuto onirico dei sonni dei roditori.

Scopo dell'esperimento non è tanto capire i sogni ricorrenti degli animali, quanto chiarire il ruolo dell'ippocampo, una parte del cervello importante per la formazione dei ricordi a lungo termine e nella navigazione spaziale.

BUSSOLE INTERNE. Anche i ratti, come gli esseri umani, memorizzano nell'ippocampo le mappe mentali dei percorsi che si trovano a compiere. Luoghi e posizioni diverse sono codificati e registrati da diverse combinazioni di neuroni ippocampali, che si "accendono" in contemporanea quando i ratti si trovano in quella specifica posizione.

Si tratta dei cosiddetti "neuroni di posizione" (place cell), la cui attività è direttamente collegata alla posizione che il corpo occupa nello spazio. Queste cellule - la cui scoperta è stata recentemente premiata con un Nobel - e che consentono di rispondere alla domanda "dove mi trovo?", sono una delle componenti fondamentali dell'orientamento e sono presenti, anche nell'uomo, fin dalla nascita.

CI SONO STATO, MI RICORDO! Esperimenti passati hanno chiarito che le place cell "scaricano" anche quando un ratto sogna di luoghi in cui è già stato, e non solo mentre si trova sul posto. Hugo Spiers e i colleghi dell'University College London hanno voluto verificare se lo stesso accada anche per i luoghi in cui i ratti non sono ancora stati.

MIRAGGIO LONTANO. I ricercatori hanno collocato quattro ratti davanti a un percorso a "T", con il braccio superiore chiuso da una griglia. Nella parte non accessibile del cunicolo, si poteva intravedere, da un lato, un boccone di cibo. I ratti sono poi stati sistemati in una comoda tana dove hanno potuto schiacciare un pisolino, monitorato da 50 elettrodi che hanno registrato l'attività di uno specifico pattern di neuroni.

Una volta svegli, gli animali sono stati introdotti di nuovo nello stesso percorso, questa volta libero da intralci e privo di cibo. Come prevedibile, si sono mossi con piglio sicuro verso il braccio in cui avevano visto la ricompensa: come se avessero potuto "ripassare" il percorso durante la siesta.

I neuroni di posizione che si sono "accesi" mentre camminavano sono stati gli stessi (e nello stesso ordine) attivatisi durante il sonno. Diversi da quelli relativi alla parte di percorso in cui non era presente il cibo, ignorata sia nel sonno, sia nella realtà.

RAPPRESENTAZIONI FUTURE. La scoperta supporta le teorie che vedono nell'ippocampo una struttura fondamentale per l'immaginazione di scenari futuri: persone con danni ippocampali hanno infatti difficoltà a elaborare pensieri su episodi non ancora avvenuti. Lo studio mostra anche come i sogni dei ratti - sempre che di sogni si tratti, e che gli animali stessero effettivamente dormendo - siano plasmati dai loro desideri e obiettivi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Londonderry explosion: 'Firebomb' explodes in Everglades Hotel

No-one was injured in the explosion but the reception area was extensively damaged A masked man has thrown what police have described as a "firebomb" into the reception area of a Londonderry hotel. The Everglades Hotel, in the Prehen area of the city, was evacuated after the device was reported at 23:15 BST on Thursday. The device exploded a short time later when Army bomb experts were working to make it safe. No-one was injured in the explosion but the reception was extensively damaged. Deputy First Minister Martin McGuinness has tweeted: "Derry is a place looking to the future and will not be held back by those living in the past. Their attack on the Everglades must be condemned." PSNI Chief Superintendent Stephen Cargin said: "A masked man went into the hotel and left a hold-all at the reception desk saying he was from the IRA. 'Ball of flames' The device exploded in the reception area of the hotel when Army bomb experts were wor...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...