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Saturno: l’ultima foto di Cassini a Dione

La sonda Cassini sta fotografando i satelliti di Saturno per l’ultima volta.

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Dione, vista da Cassini.
Cassini, la missione congiunta di Nasa, Asi ed Esa, prosegue attorno a Saturno: arrivata nel 2004, ha ottenuto - e sta ottenendo - una serie imponente di dati e informazioni che darà agli scienziati molti anni di lavoro. Nelle ultime settimane la traiettoria della sonda è stata impostata per da sorvolare il più vicino possibile alcuni dei più interessanti satelliti di Saturno: finora sono state contate ben 62 lune, e probabilmente ce ne sono altre ancora.


APPUNTAMENTO CON DIONE. L’immagine qui sopra mostra la luna Dione. Questa fotografia è stata scattata quando la sonda si trovava a 77.000 km dalla superficie e ciò ha permesso di rilevare aspetti morfologici fino a 463 metri di diametro.

Non è la prima volta che Cassini si avvicina a Dione. L’immagine qui sotto, ad esempio, è di marzo del 2012, quando la sonda si avvicinò fino a 1.123 km di quota ottenendo fotografie con una risoluzione di 267 metri.


Dione, che ha un diametro di circa 1.100 km, è stata scoperta da Cassini. Orbita attorno a Saturno in 2,74 giorni a una distanza dal pianeta più o meno equivalente a quella fra la Terra e la Luna. È un satellite composto da ghiaccio in superficie, che risulta profondamente lacerato da grandi fratture e da materiale molto più denso al suo interno. Cassini non fotograferà più Dione, in quanto non la incrocerà più nelle sue orbite prima della fine della missione, prevista per il 2017.

Dione da poche centinaia di km di quota. | NASA/ESA

APPUNTAMENTO CON IPERIONE. Lo scorso 31 maggio Cassini si era avvicinata al satellite Iperione. Durante il sorvolo scattò l’immagine qui sotto da una distanza di circa 60.000 km (risoluzione di 360 metri).


Iperione è più piccola di Dione: il suo asse maggiore non supera i 360 km. Ha una forma molto irregolare, con assi di 266 e di 205 km, e la sua caratteristica principale è quella di essere ricoperta da materiale scuro la cui origine è ancora ignota. Si tratta forse di idrocarburi provenienti dalla luna Titano o di materiale proveniente dal satellite Febe.

Iperione: sembra una arachide nel suo guscio. | NASA/ESA

APPUNTAMENTO CON TETI. Il precedente incontro con un satellite di Saturno era avvenuto nel mese di aprile, quando Cassini sorvolò Teti. L’immagine qui sotto è scattata da 120.000 km di quota (risoluzione di 7 km). Le dimensioni sono più o meno simili a quelle di Dione e la sua densità è inferiore a quella dell’acqua essendo composto per lo più da ghiaccio. Anche la sua superficie è ricca di fratture, ma ha una caratteristica peculiare: un cratere con un diametro di circa 400 km.

Teti sullo sfondo. In primo piano Saturno. | NASA/ESA


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