Passa ai contenuti principali

Danzare in sincrono alza la soglia del dolore

E cementa i legami sociali. Ballare in modo energico ha lo stesso effetto. Uno studio britannico chiarisce perché amiamo così tanto i flash mob.

reu_rtr45wp2_web
La danza del Carimbo, un tipico ballo brasiliano.
Un ballo scatenato può talvolta risolvere tensioni che parevano insormontabili. Ora un gruppo di psicologi e antropologi dell'Università di Oxford ha voluto far chiarezza sull'origine dei sentimenti di "vicinanza" che si creano quando si danza insieme ad altri. L'ipotesi è che alla loro origine ci sia il rilascio di endorfine, i neurotrasmettitori del "buon umore" implicati nella costruzione di legami sociali, così come nella percezione del dolore. E tutto questo spiegherebbe perché molte persone si appassionano per la danza e i flash mob.
BALLA CHE TI PASSA. Poiché è difficile misurare le endorfine direttamente, i ricercatori hanno stimato il loro rilascio in modo indiretto, testando la soglia del dolore dei partecipanti: una maggiore quantità di endorfine equivale a una migliore capacità di sopportare il dolore.

Lo studio ha coinvolto 264 teenager brasiliani, a cui è stato chiesto di danzare in gruppi, in modo sincronizzato o asincrono, e con coreografie più o meno faticose. Prima e dopo ogni esercizio sono stati misurati la tolleranza al dolore e la vicinanza sociale percepita nei confronti dei compagni.

PIÙ VICINI, PIÙ FORTI. L'attività sincronizzata ha generato più intensi legami tra i soggetti coinvolti, e ha allo stesso tempo fatto alzare la soglia del dolore. La danza più energetica e sfrenata ha sortito lo stesso effetto. Le due cose funzionano bene separatamente. Immaginatevi, dicono gli scienziati, quando avvengono in contemporanea (un ballo scatenato e sincronizzato): questo potrebbe spiegare perché i flash mob siano tanto contagiosi.

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Solstizio d'inverno 2019: il 22 dicembre inizia la stagione invernale

22 dicembre 2019, ore 5:19 - Il solstizio apre l'inverno astronomico: guida alla notte più lunga dell'anno e al significato che ha assunto nella Storia. Il 22 dicembre 2019 l'inverno astronomico incontra quello meteorologico, che ci accompagna già da qualche settimana (anche se non sembrerebbe...). Domenica 22 dicembre, ore 5:19: mentre molti di noi si staranno rigirando sotto il piumone, la Terra si presenterà puntuale a un appuntamento astronomico ricco di significato, quello con il  solstizio d'inverno . Chi vive nell'emisfero settentrionale, in questa giornata sperimenterà il dì più breve e la notte più lunga dell'anno. Il solstizio segna il momento in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno a una latitudine di 23,5 gradi sud, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell'equatore celeste: l'arco diurno descritto dal Sole nel suo percorso apparente da sud-est a sud-ovest è il più corto, ed ecco pe...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...