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Cinque luoghi comuni su Cristoforo Colombo che tutti, o quasi, ritengono veri

È vero che Cristoforo Colombo dimostrò per la prima volta che la Terra non è piatta? O che ha portato la sifilide in Europa? Questi e altri luoghi comuni sul più discusso esploratore di tutti i tempi.

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Cristoforo Colombo in un ritratto del 1519 di Sebastiano del Piombo. È tutto vero ciò che sappiamo su di lui?
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo sbarca per la prima volta in America. Credeva di essere arrivato in India, ma quel suo storico viaggio cambiò comunque la geografia e la storia del mondo intero. Eppure la figura dell'esploratore genovese è circondata da leggende e luoghi comuni che affondano le loro radici in errori grossolani, rivendicazioni politiche o baruffe legali. Ecco le più clamorose.

1. COLOMBO, CON IL SUO PRIMO VIAGGIO VERSO OVEST, DIMOSTRÒ CHE LA TERRA ERA ROTONDA E NON PIATTA
È clamorosamente falso. La sfericità del nostro pianeta era già stata ampiamente dimostrata da Pitagora e altri matematici greci nel VI secolo a.C. Le prove empiriche furono fornite due secoli più tardi da Aristotele che osservò la forma dell’ombra della Terra sulla Luna e la curvatura della costa, ben nota ai marinai che navigavano verso la terraferma. E nel II secolo a.C. Eratostene stimò con un eccezionale grado di approssimazione la forma e la circonferenza del nostro pianeta. Ai tempi di Colombo queste teorie erano ben note alle persone con un buon grado di istruzione.

Colombo, dal canto suo, sottostimò abbondantemente le dimensioni del pianeta: era convinto che l’Europa fosse molto più grande di quanto è realmente e che il Giappone fosse molto più distante dalle coste cinesi. Queste errate convinzioni lo portarono alla conclusione di poter agevolmente arrivare in Asia navigando verso ovest.

L’idea di un Cristoforo Colombo convinto che la Terra fosse piatta è in realtà abbastanza recente: risale al 1828, prima non se ne trova alcun cenno, ed è riportata nella biografia dell’esploratore scritta da Washington Irving.

2. COLOMBO SCOPRÌ L’AMERICA
Quando Colombo approdò in quella che per lui era l’Asia, ma che in realtà era l’isola di Hispanola (oggi Bahamas), l’America era già abitata da milioni di persone. Qualcuno quindi l’aveva già “scoperta”. Tra questi sicuramente Leif Ericson, islandese, che attorno all’anno 1000 sbarcò sull’isola di Terranova.

Colombo non si avvicinò mai a quelli che oggi sono gli Stati Uniti: dopo il suo primo approdo alle Bahamas si spinse sempre più a sud in spedizioni successive. L’errore storico, che attribuisce a Colombo la scoperta dell’America e degli Stati Uniti, risale al 1497, quando Giovanni Caboto approdò a Terranova sotto i vessilli dell’Inghilterra.

I primi coloni del Nord America, in guerra con la madrepatria, scelsero quindi Colombo come loro eroe al posto del più “britannico” Caboto.

3. COLOMBO IMPORTÒ LA SIFILIDE IN EUROPA DALLE AMERICHE
La sifilide, diffusa nell’America pre-colombiana, esisteva probabilmente anche in Europa ma non era perfettamente compresa né contemplata nei prontuari medici dell’epoca. Gli antichi greci avevano già descritto la lue, una malattia dai sintomi e dal decorso molto simile a quello della sifilide.

L’equivoco che attribuisce ai marinai di Colombo la comparsa della sifilide in Europa è probabilmente da attribuire alla grande epidemia che dilagò in seguito all’invasione francese di Napoli del 1494, appena due anni dopo il ritorno di Colombo in patria.
 

4. COLOMBO MORÌ DIMENTICATO E IN POVERTÀ
Cristoforo Colombo morì in spagna nel 1506, a 54 anni. Non era ricco ma nemmeno in condizioni di indigenza. Pochi anni prima di spegnersi consumato dai dolori dell’artrite venne arrestato e incarcerato con l’accusa di violenze sui nativi americani.

Fu graziato dal Re Ferdinando e rinunciò a gran parte delle ricchezze che gli erano state promesse dal sovrano e dalla sua consorte Isabella.

Ma gli eredi di Colombo non si arresero e dopo la sua morte intentarono una lunga causa alla corona di Castilla y Leon per ottenere quanto dovuto al loro avo. La disputa durò 20 anni e si concluse con il riconoscimento di un cospicuo vitalizio alla famiglia dell’esploratore.

5. COLOMBO, TUTTO SOMMATO, NON FECE NULLA DI IMPORTANTE
È un'affermazione discutibile. Il genovese, pur con tutti i suoi errori di geografia e navigazione, diede un contributo determinante alla colonizzazione permamente del Nord e del Sud America da parte degli europei.

I suoi viaggi permisero di identificare e studiare i venti oceanici orientali, che permettevano alle navi di arrivare nelle nuove terre, e quelli occidentali che permettevano loro di tornare in Europa.

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