Passa ai contenuti principali

Che cosa riveli di te sul web? Dipende, ma non da te

Una ricerca mette in luce la relazione tra il modo in cui è fatto un sito e la nostra propensione a rivelare di noi più informazioni.

rtxnwis
Quanti dati comunichi, consapevolmente o meno, sulla Rete? Tutta questione di web design.
Un italiano, un tedesco, un polacco e un inglese vengono sottoposti a un test per verificare come il design dei siti web influisce sulla percezione della privacy... Sembra l’inizio di una barzelletta ma in realtà è l’incipit di una serissima ricerca condotta dal comitato scientifico dell’Unione Europea che ha indagato sul rapporto, spesso conflittuale, tra i cittadini del Vecchio Continente, la privacy e le grandi aziende delle Rete.

I ricercatori di Bruxell si sono in particolare concentrati su come differenti schemi di navigazione dei siti Internet possono spingere gli utenti a rivelare una maggiore o minore quantità di dati personali.

Lo studio ha coinvolto 3.000 cittadini tra inglesi, italiani, tedeschi e polacchi, che sono stati segmentati in base a età, sesso, livello di educazione. Sono stati esaminati due diversi tipi di comportamento: quello attivo, in cui agli utenti è stato chiesto di compiere delle azioni finalizzate a rivelare qualcosa di loro, e quello passivo in cui i navigatori sono stati spinti a fornire informazioni in modo non consapevole (per esempio analizzando la loro cronologia di navigazione o profilandoli in base ai siti visitati).

METTIAMOCI LA FACCIA. Una delle conclusioni più sorpredenti della ricerca riguarda l’utilizzo del nostro volto sul web: sembra infatti che una volta pubblicata online la nostra faccia, la propensione a rivelare anche altre informazioni sui di noi aumenti in maniera esponenziale.

E lo stesso, anche se in modo meno marcato, accade in tutti i casi in cui il sito in questione dimostra (o finge) di conoscere già qualcosa di noi, per esempio il nostro indirizzo IP o la storia della nostra navigazione. Se questo aspetto del nostro comportamento online fosse confermato, potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra noi utenti e i siti che visitiamo di più, per esempio i social network, i siti di news o quelli di shopping.

PIÙ CULTURA, MENO PRIVACY. Una sorpresa arriva invece dalla segmentazione per livello culturale: contrariamente alle aspettative chi ha una scolarizzazione più alta è più propenso a fornire informazioni rispetto a chi ha frequentato meno scuole. Questi ultimi hanno però dimostrato una minor consapevolezza sull’effettiva quantità di dati rivelati.

Grandi differenze anche per ciò che riguarda il paese di provenienza: gli italiani sono risultati i meno riservati per ciò che riguarda l’approccio passivo, ma in quello attivo sono stati i più abbottonati di tutti: solo il 75% degli intervistati ha risposto ad almeno una domanda su comportamenti socialmente discutibili come l’uso di alcool o tabacco contro il 92% dei britannici.

DONNE PIÙ ATTENTE. In generale le donne sembrano le più attente alle informazioni personali: il 73% delle intervistate ha risposto di non aver mai avuto a che fare con alcool, fumo o altri comportamenti socialmente riprovevoli (sempre nell’ambito della legalità) contro il 27% dei maschi, evidentemente meno preoccupati di essere additati per una sigaretta di troppo o una sbronza occasionale con gli amici.

PIÙ UTENTI, MENO UTONTI. Lo studio è stato condotto in un ambiente controllato su un pubblico di volontari: i risultati non hanno quindi valore universale. Obiettivo dei ricercatori è ora quello di condividerlo con gli operatori della Rete per “educarli” alla realizzazione di interfacce che permettano agli utenti di capire sempre quali e quante informazioni stanno comunicando online.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Londonderry explosion: 'Firebomb' explodes in Everglades Hotel

No-one was injured in the explosion but the reception area was extensively damaged A masked man has thrown what police have described as a "firebomb" into the reception area of a Londonderry hotel. The Everglades Hotel, in the Prehen area of the city, was evacuated after the device was reported at 23:15 BST on Thursday. The device exploded a short time later when Army bomb experts were working to make it safe. No-one was injured in the explosion but the reception was extensively damaged. Deputy First Minister Martin McGuinness has tweeted: "Derry is a place looking to the future and will not be held back by those living in the past. Their attack on the Everglades must be condemned." PSNI Chief Superintendent Stephen Cargin said: "A masked man went into the hotel and left a hold-all at the reception desk saying he was from the IRA. 'Ball of flames' The device exploded in the reception area of the hotel when Army bomb experts were wor...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...