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Alimentazione: il futuro nel piatto

World Food Day / Giornata mondiale dell'alimentazione: gli scenari possibili per fare fronte a una attesa e forse inevitabile crisi alimentare globale.

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Città del Messico, 9 milioni di abitanti nel 2010, si estende su 1.500 km quadrati senza lasciare spazio a un filo d'erba.
Ci sarà cibo per tutti? La sfida è di nuovo epocale e sono in molti a cercare la risposta. Alla fine dell'800, col fantasma di una crisi alimentare alle porte, alle paure rispose la tecnologia con nuove, enormi macchine per lavorare la terra. Nel secondo dopoguerra rispose invece la chimica, con antibiotici per gli allevamenti e fertilizzanti per i campi...

Oggi sono i centri di ricerca delle università a studiare possibili risposte ai diversi e complessi fattori che potrebbero portare a una crisi alimentare: dalla crescita della popolazione mondiale (che le stime della Nato indicano in 10 miliardi nel 2075) fino ai cambiamenti climatici e al loro impatto sulla produzione agricola, passando dal consumo delle risorse idriche.

Allevamenti intensivi in Brasile. | DANIEL BELTRA/GREENPEACE

Dagli scenari in risposta alla sfida emergono alcune linee guida.

LA COLLABORAZIONE. Lo Youth Manifesto è un documento redatto da 80 giovani ricercatori che avanzano proposte a quanti possono dare il via al cambiamento. I primi destinatari sono gli agricoltori che con le loro associazioni, come la Coldiretti in Italia, tra le altre, devono essere portavoce verso le istituzioni nazionali ed europee per favorire il "ritorno dei giovani alla terra" anche con politiche fiscali ed economiche ad hoc.

Risaie lungo il fiume Po. | MAURO GALLIGANI/CONTRASTO

Alla scuola i ricercatori suggeriscono di educare sul significato del cibo, che è al contempo cultura ed economia - oltre che nutrimento; ai manager dell'industria alimentare di orientare le aziende in percorsi di "filiere sostenibili"; all'informazione di essere più sensibile ai temi caldi dell'alimentazione, mentre movimenti e industria insieme dovrebbero promuovere progetti comuni.

Agricoltura familiare: infografica (clicca sull'immagine per ingrandirla). | FAO 2014 / ELAB.: FOCUS.IT, 2015/10
L'AGRICOLTURA FAMILIARE.Un percorso interessante di cambiamento possibile dell'economia agricola è raccontato con il film documentario Generation foodrealizzato dall'economista Raj Patel e presentato a We feed the planet (nutrire il pianeta), convegno sul cibo organizzato a Milano a inizio ottobre daSlow Food e Terra Madre, che hanno portato nella città dell'Expo centinaia di piccoli agricoltori da tutto il mondo.

Con Generation-food, Patel sostiene che a garantire la sicurezza alimentare saranno sempre di più i piccoli agricoltori (famiglie e piccole comunità), che già oggi ci consegnano direttamente o indirettamente tra il 60% e l'80% degli alimenti che consumiamo. Questo è il modello agricolo che la Fao chiede a tutti i Paesi del mondo di incentivare.

L'ECONOMIA DELLE PICCOLE COSE. Molti studi, in ogni parte del mondo, mettono in evidenza che non sono necessarie grandi rivoluzioni ma seri interventi sulle linee generali di comportamento.

Per esempio, è auspicabilecontrastare la deforestazione in atto per guadagnare della superficie coltivabile aumentando nel contempo il rendimento dei terreni coltivati con mezzi a più alta tecnologia. Si devono ridurre i consumi (e gli sprechi) di acqua agricola con nuove tecnologie di irrigazione. E si dovrebbecalmierare il consumo di carne, un alimento che ha una enorme impronta ecologica, e allo stesso tempo usare nuove tecnologie per l'allevamento.
Ciò che resta della Willamette National Forest, in Oregon (Usa). | DANIEL DANCER

Ed è auspicabile ridurre lo spreco alimentare, che non è un problema esclusivo dei Paesi industrializzati, dove il cibo viene sprecato in casa, nei ristoranti e nei supermercati: in molti Paesi il cibo si perde invece nel passaggio tra il coltivatore e il mercato perché sono inadeguate le infrastrutture per il trasporto e le tecnologie di conservazione.


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