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India, Asia, Nepal: scontro tra continenti

Terremoti: un'ipotesi del Mit per spiegare il moto del subcontinente indiano e le tensioni che si scaricano in devastanti sismi.

Il percorso fatto dall'India a partire da 80 milioni di anni fa nel suo viaggio attraverso quello che oggi chiamiamo Oceano Indiano, a velocità che hanno toccato i 15 cm l'anno.

Il terremoto del Nepal del 25 aprile 2015 è l’ultima testimonianza delle forze planetarie in gioco tra l’India e il continente euroasiatico. In questo gioco di scontri continentali, quello che è sempre stato difficile da spiegare è la velocità con la quale l’India si è mossa nel suo tratto di mare, l’Oceano Indiano, allorché circa 80 milioni di anni fa, dopo essersi staccata dal supercontinente Gondwana, iniziò a muoversi verso nord-nord est (vedi il disegno sopra).

VELOCISTA: PERCHÉ? L'India ha attraversato l'oceano alla ragguardevole velocità di 15 cm l’anno, quando le altre placche, nella maggior parte dei casi, ancora oggi si muovono a 5-6 cm l'anno.
# a) La posizione attuale dell'India;
# b), c) quando l'India era lontana dall'Asia, l'oceano si infilava sotto se stesso e sotto l'Asia (le linee rosse);
# d), e) l'India spinge la zona di subduzione in mezzo all'oceano verso nord, dove diventa tutt'uno con la zona di subduzione che c'era in prossimità dell'Asia.

L'India ha mantenuto quella velocità fino a 45-50 milioni di anni fa, quando si è scontrata con l’Asia, originando dapprima il Karakorum e poi l’Himalaya. La domanda dei geologi è sempre stata: che cosa l'ha fatta correre in questo modo?

Il terremoto del 25 aprile 2015 è la testimonianza delle tensioni ancora attive nel cuore dell'Himalaya.

Adesso una ricerca del Mit propone una risposta. I ricercatori ritengono che sia stata “tirata” verso nord da due zone di subduzione. Le zone di subduzione sono aree dove una placca, incontrandone un’altra, le finisce al di sotto. Oggi un esempio si ha là dove l’Oceano Pacifico si scontra con le Americhe. Ebbene sembra che quando l’India si trovava nell’Oceano Indiano quest’ultimo subduceva sotto se stesso nel bel mezzo dell’Oceano e a nord si infilava sotto l’Asia (vedi disegno sopra).

In base a questa ipotesi, vi erano due fasce dove l’oceano davanti all’India andava sotto un’altra porzione di crosta terrestre. «Questo - spiega Oliver Jagoutz, del Mit - ha fatto sì che l’India venisse tirata verso nord a una velocità doppia rispetto ad altre zolle.»
L'Everest, nel cuore dell'Himalaya.

CONTINUA A SPINGERE. Il ricercatore afferma che cercando all’interno della catena dell’Himalaya si possono trovare indizi geologici di questa doppia subduzione. Sta di fatto che l’India non ha terminato la sua corsa verso nord e continua aschiacciare l’Asia a una velocità di 4-5 cm l’anno. Questo concentra una enorme quantità di energia nel sottosuolo: energia che periodicamente si scarica, producendo terremoti come quello del Nepal.

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