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Ci si può svegliare durante un'anestesia?

Il peggiore incubo di ogni paziente si può avverare: ma è un evento estremamente raro, e le sensazioni riportate sono diverse da quelle che ci aspetteremmo.

Una scena difficile da dimenticare, per chi dovesse trovarcisi sveglio.

I risvegli involontari durante le operazioni chirurgiche non esistono solo nei film: si possono verificare, in rari casi, anche nella realtà.
La più ampia ricerca sul tema condotta dagli Istituti ospedalieri dell'Università di Oxford (Inghilterra) su oltre 3 milioni di pazienti, e pubblicata sulla rivista Anaesthesia, rivela che i risvegli intraoperatori sono meno frequenti del previsto: riguardano circa un paziente su 19.600 e non uno su 1.000 come sostenuto in precedenti studi.

LE CAUSE. Gli episodi di awareness (anestesia cosciente) possono avvenire nei casi in cui non si sia somministrata al paziente la giusta dose di anestetico, soprattutto in interventi di emergenza o in traumatologia, o nei cesarei di emergenza, in cui un'eccessiva dose di anestetico potrebbe nuocere al nascituro. Nel caso di interventi con anestesia più lieve, come il parto cesareo, i risvegli salgono a un caso ogni 670.
QUANDO AVVIENE? Contrariamente a quanto si vede nei film, la maggior parte dei pazienti che sperimenta il traumatico risveglio non lo fa in pieno intervento chirurgico, ma appena prima o appena dopo l'operazione. Anche i lunghi momenti di panico non sono realistici: tre quarti delle esperienze dura meno di 5 minuti (che in una situazione del genere sono comunque un'eternità).

CHE COSA SI PROVA? Le sensazioni riportate includono:
  • soffocamento;
  • panico;
  • paralisi;
  • dolore;
  • allucinazioni e
  • la sensazione di trovarsi sul punto di morire.

Al contrario di quanto potremmo pensare non è il dolore la parte peggiore dell'esperienza, ma la paralisi: sia perché per la maggior parte dei pazienti è un'esperienza nuova e terrificante, sia perché comporta l'impossibilità di comunicare il proprio stato.

EFFETTI INDELEBILI. Eventi del genere lasciano segni molto più profondi delle cicatrici operatorie. In metà dei pazienti interessati causano disturbo post-traumatico da stress e depressione a lungo termine.

INCUBO AD OCCHI APERTI. Carol Weihrer, reduce da anestesia cosciente intervistata dalla CNN, si è risvegliata durante un intervento all'occhio. Vigile e ad occhi aperti, era però completamente paralizzata.«Sentivo il chirurgo che diceva a un tirocinante di tagliare più in profondità - racconta - urlavo, ma nessuno mi sentiva. Provavo a muovermi, ma non ci riuscivo. Non sentivo dolore, solo la sensazione di essere strattonata. Ho creduto che stessi per morire».

CORRERE AI RIPARI. Negli ultimi 16 anni la donna ha dovuto dormire semiseduta, perché la posizione sdraiata rievoca il trauma di quei momenti. Proprio i farmaci paralizzanti usati in alcune forme di anestesia sarebbero alla base delle sensazioni di immobilità e costrizione riportate da questa e altri pazienti. Ridurre al minimo il loro utilizzo, testando durante l'intervento l'intensità dell'effetto con stimolazioni nervose, permetterebbe ai pazienti che dovessero svegliarsi di comunicare il loro problema.

Lo studio servirà a prevenire nuovi casi di anestesia cosciente, identificare la tipologia di paziente più spesso interessata dal fenomeno, e trovare migliori trattamenti per i traumi di chi ci è passato.

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