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La temperatura media dell’Italia aumenterà di 3,2 °C entro il 2100

In uno studio del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici risulta che dobbiamo aspettarci temperature più calde, precipitazioni più scarse in estate e più abbondanti in inverno.

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Le estati italiane saranno sempre più calde e sempre più secche
Quando si parla di come sarà il clima del futuro c’è sempre molto scetticismo perché molto spesso le proiezioni a lungo termine sono risultate diverse dalla realtà. Tuttavia secondo il Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) i risultati che si possono ottenere oggi sono assai più affidabili rispetto al passato in quanto sono il frutto di simulazioni sempre più precise e dettagliate, che consentono di studiare i cambiamenti climatici in Italia come mai era stato possibile prima d’ora.

Secondo gli scienziati del Cmcc infatti, i modelli numerici in loro possesso consentono di raggiungere un livello di dettaglio sufficiente ad analizzare il clima di una piccola aree della Terra, come l’Italia, ad esempio.

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PROFONDI MUTAMENTI IN ARRIVO. Ebbene secondo il Cmcc il clima italiano avrà  temperature sempre più calde con precipitazioni più scarse in estate e più abbondanti in inverno. Nello specifico, i dati riportano un aumento della temperatura media italiana di 3,2 gradi centigradi per secolo.

Per quanto riguarda le precipitazioni, la ricerca mostra un aumento nelle stagioni fredde e una diminuzione per le stagioni calde. Sono dati particolarmente significativi perché associabili al rischio alluvioni per quanto riguarda le stagioni invernali e ai problemi inerenti la gestione delle risorse idriche nelle stagioni estive e primaverili soprattutto nelle regioni settentrionali della penisola, con particolari implicazioni sia per la disponibilità di acqua ad uso civile (abitazioni), sia per altri usi come per i settori agricolo e industriale.


LA PAROLA AI DECISORI. Questa proiezione è il risultato di un lavoro di Edoardo Bucchignani, Myriam Montesarchio, Alessandra Lucia Zollo e Paola Mercogliano  del CMCC e del Cira di Capua che hanno condotto questa ricerca con un modello regionale dal nome Cosmo-CLM e l’hanno raccontata in un articolo scientifico pubblicato nella rivista International Journal of Climatology.

Queste proiezioni, se la comunità scientifica le considererà realistiche, risultano di grande importanza per chi dovrà prendere provvedimenti in campo politico: ora infatti, chi deve elaborare strategie per affrontare e limitare gli impatti dei cambiamenti climatici (dal rischio idrogeologico alle conseguenze per settori socio-economici come ad esempio l’agricoltura) ha nuove conoscenze a disposizione, frutto di contributi scientifici di accresciuta affidabilità e precisione.

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