Passa ai contenuti principali

La storia del viaggio della Groenlandia (e del suo... contributo alla nascita dell'Islanda)

Prima di giungere nel luogo dove si trova oggi, la grande isola ha percorso centinaia di chilometri passando sopra un “punto caldo” che l’avrebbe potuta spezzare. Su quel punto caldo si è poi formata l'Islanda.

pc2

Circa 100 milioni di anni fa la Groenlandia si trovava molto più a sud rispetto ad oggi. Più o meno alla latitudine dell’Italia

Da 180 milioni di anni fa a questa parte la Terra è profondamente cambiata. Dall’unico grande continente esistente a quel tempo, la Pangea, si sono originat  le zolle che hanno iniziato ad allontanarsi tra loro e a scontrarsi reciprocamente (attività che va avanti ancora oggi). Molte aree del Pianeta hanno compiuto percorsi lunghissimi: per esempio c'è stato un periodo (circa 100 milioni di anni) in cui la Groenlandia si atestava alla latitudine a cui oggi si trova l'Italia.

PUNTI CALDI. Fin qui nulla di rivoluzionario. La novità viene da uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters, compiuto da Yasmina M. Martos, del Goddard Space Flight Center della NASA: lo studio ha messo in risalto che, nel corso del suo lungo viaggio, la grande isola è passata sopra un cosiddetto “punto caldo” della Terra. I punti caldi sono luoghi dove il mantello terrestre risulta più caldo rispetto alle aree vicine, al punto da produrre magmi che tendono a risalire in superficie. Se la crosta in quel punto è sottile, o comunque "debole", è possibile che il magma affiori sottoforma di eruzioni.

Un esempio di punto caldo particolarmente attivo è quello che si trova sotto le Isole Hawaii, dove il calore è riuscito a fondere la crosta oceanica e da una cinquantina di milioni di anni continua a venire in superficie: è proprio grazie a questo processo che si sono formate le isole americane.

Studiando il flusso di calore (aree rosse e blu) si è capito che a nord il basamento della Groenlandia è quasi freddo, mentre a sud è ancora caldo
TOH, SI È FORMATA L'ISLANDA! C'è una circostanza che ha reso "speciale" la storia della Groenlandia: la sua crosta, infatti, non era né debole né sottile. Il magma, pertanto, non è riuscito ad affiorare, ma ha potuto semplicemente scaldare il "fondo" dell'isola. Quando la Groenlandia si è spostata ulteriormente, sul punto caldo in questione si  è "posata" la crosta oceanica, questa sì, sottile, col suo spessore di circa 10 chilometri appena. Il magma, fondendo la crosta, è riuscito così a venire facilmente in superficie, attivando quel processo che, in qualche milione di anni, ha formato l'Islanda: ancora oggi l'isola cresce su quel punto caldo.


Al di sotto dell’Islanda c’è un punto caldo. Una enorme quantità di magma che risalendo in superficie a dato origine all’Islanda
Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno fatto affidamento sulle più avanzate tecniche di ricerca satellitare e aerea, concentrandosi sullo studio del campo magnetico e del flusso di calore geotermico nelle rocce della Groenlandia, oltre che delle variazioni del campo gravitazionale.
Un lavoro immenso che ha consentito di ricostruire la storia davvero particolare di una grande isola che, se fosse stata perforata dal magma, oggi avrebbe certamente un aspetto diverso.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Solstizio d'inverno 2019: il 22 dicembre inizia la stagione invernale

22 dicembre 2019, ore 5:19 - Il solstizio apre l'inverno astronomico: guida alla notte più lunga dell'anno e al significato che ha assunto nella Storia. Il 22 dicembre 2019 l'inverno astronomico incontra quello meteorologico, che ci accompagna già da qualche settimana (anche se non sembrerebbe...). Domenica 22 dicembre, ore 5:19: mentre molti di noi si staranno rigirando sotto il piumone, la Terra si presenterà puntuale a un appuntamento astronomico ricco di significato, quello con il  solstizio d'inverno . Chi vive nell'emisfero settentrionale, in questa giornata sperimenterà il dì più breve e la notte più lunga dell'anno. Il solstizio segna il momento in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno a una latitudine di 23,5 gradi sud, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell'equatore celeste: l'arco diurno descritto dal Sole nel suo percorso apparente da sud-est a sud-ovest è il più corto, ed ecco pe...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...