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Una possibile applicazione terapeutica per l'ecstasy

Uno studio sugli effetti dell'ecstasy, una sostanza neurotossica molto pericolosa, identifica una possibilità di applicazione terapeutica su patologie quali il disturbo post traumatico da stress.

ecstasycooperation
Alcuni effetti dell'ecstasy si potranno forse sfruttare nell'approccio a condizioni psichiatriche difficili da trattare.

La sostanza psicoattiva dell'ecstasy, l'MDMA sembra migliorare la collaborazione con le persone ritenute affidabili, anche dopo che queste ci hanno deluso. Lo sostiene una ricerca del King's College London, che ha anche individuato, nei volontari che hanno assunto la droga a scopo sperimentale, alcuni cambiamenti nell'attività delle regioni cerebrali che analizzano i comportamenti sociali. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience.
Fuori dal contesto scientifico l'ecstasy è spesso erroneamente considerata una droga "innocua": in realtà è marcatamente neurotossica e può provocare squilibri funzionali a lungo termine al sistema nervoso, anche dopo molti mesi dall'ultima assunzione.
ASSUNZIONE CONTROLLATA. L'MDMA agisce sui neurotrasmettitori che regolano l'umore e il comportamento, ma i suoi effetti sulla cooperazione erano stati finora poco indagati. Gli scienziati hanno dato a 20 maschi adulti una dose di ecstasy equivalente a quella assunta a scopo ricreativo oppure un placebo, e li hanno osservati compiere alcuni test mentre si trovavano in una risonanza magnetica. Uno dei compiti era il dilemma del prigioniero, una situazione di gioco in cui si deve decidere se collaborare o competere con l'avversario in cambio di punti.

I partecipanti pensavano di interagire attraverso il computer con un giocatore in carne ed ossa; in realtà hanno sfidato un software programmato per sembrare tendenzialmente affidabile, inaffidabile o affidabile a tratti, e tradire in alcuni casi la loro fiducia. I soggetti sotto l'effetto di MDMA sono diventati più cooperativi, ma solo con i "giocatori" che ritenevano affidabili, e anche nei casi in cui da questi erano stati traditi.
COMPRENSIONE AUMENTATA. L'ecstasy ha favorito il recupero della fiducia, ma non ha alterato le loro opinioni sull'affidabilità del concorrente: gli inaffidabili sono rimasti tali anche agli occhi di chi aveva assunto la droga. Il principio attivo non agisce, quindi, rendendo creduloni, ma facilitando l'analisi del comportamento altrui - come hanno confermato le scansioni cerebrali, che hanno evidenziato una attività aumentata nella corteccia temporale superiore e cingolata media (aree importanti nella comprensione del comportamento e delle intenzioni altrui).

La sostanza non è intervenuta cambiando il giudizio morale sull'operato altrui, bensì accelerando il recupero della cooperazione e la tendenza a ricostruire una relazione. L'MDMA ha infatti anche aumentato l'attività dell'insula anteriore destra, un'area coinvolta nella valutazione del rischio e dell'incertezza.

NUOVI UTILIZZI. Capire come questa droga intervenga sul comportamento sociale servirà a valutarne le potenzialità terapeutiche, per esempio come trattamento integrativo per il recupero di pazienti con disturbo post traumatico da stress, unitamente alla psicoterapia. Attualmente sono in corso sperimentazioni cliniche controllate su pazienti con sintomi invalidanti di questa condizione, che porta a rivivere i traumi subiti con continui flashback e può portare a tentativi di suicidio e depressione.

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