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Una costellazione di satelliti per una Rete spaziale

Richard Branson, il magnate di Virgin, è il principale finanziatore di un ambizioso progetto per portare Internet nelle zone più remote del pianeta. A banda larga e costi rodotti.

Launcher One, al centro, il cargo spaziale di Virgin One che viene portato in quota da uno speciale aereo a due fusoliere: il White Knight.

Richard Branson ci riprova: dopo aver conquistato i cieli e lo spazio il poliedrico imprenditore britannico vuole portare la connessione a Internet e il telefono a quella metà della popolazione mondiale che ancora oggi non ne può disporre. E lo farà dallo spazio, grazie a una costellazione di miscrosatelliti di nuova generazione in orbita geostazionaria attorno alla Terra.

MINI SATELLITI, MAXI RETE. Branson è infatti, insieme al gigante delle telecomunicazioni Qualcomm, il primo finanziatore di OneWeb, l’azienda che metterà in orbita la più grande rete di satelliti mai realizzata. Quanti? 648 per la prima fase, 2.400 a progetto ultimato.

I “satellitini” verranno portati nel cosmo dal LauncherOne, il piccolo aereo spaziale di Virgin Galactic di proprietà dello stesso Branson. A differenza dei grandi razzi spaziali convenzionali LauncherOne ha costi di esercizio molto più bassi, che contribuiranno in maniera sostanziale alla sostenibilità economnica del progetto.

PIÙ INTERNET PER TUTTI. Dal punto di vista pratico i microsatelliti forniranno agli utenti una connessione diretta alla Rete in tutte quelle zone del pianeta fino a oggi non coperte dagli operatori tradizionali a causa degli alti costi e perché considerate poco remunerative.

I dispositivi di OneWeb creeranno insomma delle celle in grado di offrire connettività 3G, 4G o Wi-Fi anche tra le montagne più isolate o nel bel mezzo del deserto.

Il progetto, del costo stimato di circa 2 miliardi di dollari, permetterà di portare istruzione e informazione nelle zone più remote del pianeta ma anche di creare lavoro e opportunità di crescita per intere nazioni.

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