Passa ai contenuti principali

Il falso mito che vorrebbe che usiamo solo il 10% del nostro cervello

Com'è nato - e perché non è vero - il mito che usiamo solo il 10% del nostro cervello.

L'idea che utilizziamo soltanto il 10% del nostro cervello è un falso mito che affonda le sue origini nella dichiarazione dello scrittore e psicologo americano William James, secondo il quale sfruttiamo solo una piccola parte delle nostre risorse mentali e fisiche.

Di fatto, anche se in alcuni momenti della giornata (per esempio quando ci rilassiamo) le aree cerebrali attive sono una minoranza, nell’arco delle 24 ore ogni parte del cervello entra in azione. Persino nel sonno si accendono regioni come la corteccia prefrontale, sede dei processi decisionali, o le aree somatosensoriali che ci permettono di percepire l’ambiente circostante.
SERVE TUTTO. L’infondatezza di questo mito è evidente se si analizza il funzionamento del cervello. Che, per esempio, pur occupando solo il 3% del peso corporeo, utilizza ben il 20% di tutta l’energia introdotta con il cibo, per alimentare l’attività elettrica dei neuroni. Dal punto di vista evolutivo, inoltre, la selezione naturale sarebbe senz’altro intervenuta per eliminare il 90% di materia grigia inutilizzata.

CERVELLI ALLA PROVA. Anche le prove sperimentali smentiscono il mito: le tecniche neurofsiologiche, che consentono di misurare l’attività elettrica dei singoli neuroni, non hanno mai visto un’area di inattività così estesa. Il rapporto 10 a 90 ha invece un senso se si considera la struttura del cervello, che è composto per il 90% da cellule gliali, la cui funzione è nutrire, sostenere e proteggere i neuroni, ma che non intervengono nei processi cognitivi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Dengue, aumentano i casi in Italia: da dove arriva e perché sta crescendo il virus delle zanzare

Sono 500 i casi di Dengue confermati nel nostro Paese da gennaio 2024. Il maxi focolaio di Fano con oltre 100 contagi fa temere un'ulteriore diffusione.     Sangue in provetta L'aumento vertiginoso dei casi di  Dengue  – infezione trasmessa dalle zanzare del genere  Aedes , come la zanzara tigre – fa salire l'attenzione su una malattia che l'Oms aveva già inserito tra le  10 minacce per la salute globale  ancor prima dell'ondata epidemica attuale. I timori si alimentano anche in Italia, con il recente focolaio scoppiato a Fano, nelle Marche, che finora registras 102 casi accertati e altri dieci probabili.   Già il 2023 era stato un anno record, con oltre  6 milioni di contagi  e casi autoctoni registrati anche in zone, come l'Europa e l'Italia, in cui la malattia non è normalmente presente (ma è a volte diagnosticata nei viaggiatori provenienti da aree a rischio). Tuttavia, le cifre relative ai primi mesi del 2024 sono state capaci di sb...

Impiantato un cuore artificiale che funziona come i treni a levitazione magnetica maglev

  Un uomo ha vissuto per 8 giorni con un cuore artificiale che pompa sangue sfruttando la levitazione magnetica: è andato tutto bene e presto ripeteremo l'operazione su un altro paziente.     Il cuore artificiale totale (TAH) in titanio prodotto dall’azienda BiVACOR. Lo scorso luglio  è stato trapiantato per la prima volta   un cuore artificiale in titanio che funziona con la stessa tecnologia che fa correre sulle rotaie i  maglev , i treni superveloci a levitazione magnetica . Il TAH (acronimo che viene dall'inglese  total artificial heart ) è stato impiantato in Texas in un paziente statunitense di 58 anni in attesa di un cuore umano, e  l'ha tenuto in vita per otto giorni senza dare alcun effetto collaterale , finché il paziente stesso non è stato sottoposto a trapianto. Cuore sospeso.  Il cuore artificiale, grande quanto un pugno, non è sottoposto ad usura meccanica:  l'unica parte che si muove, infatti, è un piccolo rotore interno c...

Il legame (negativo) tra bevande zuccherate e malattie cardiovascolari

  Bere bevande zuccherate aumenta il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari: meglio concedersi un dolcetto ogni tanto.     Bevande zuccherate? Se ci tieni alla salute del tuo cuore, meglio di no. È meglio bere una bevanda zuccherata o mangiare un dolcetto? Stando a quanto scoperto da uno studio  pubblicato su  Frontiers in Public Health , la seconda. Analizzando l'impatto del consumo di zucchero sul rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, i ricercatori hanno infatti scoperto che  bere bibite zuccherate aumenta il rischio di venire colpiti da ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e aneurisma . «La cosa più sorprendente è stata scoprire che diverse fonti di zucchero aggiunto hanno un impatto differente sul rischio di malattie cardiovascolari», commenta  Suzanne Janzi , una degli autori, sottolineando l'importanza di considerare non solo  quanto  zucchero consumiamo, ma anche  di che tipo . Lo studio.  ...