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Perché l'ultima sigaretta non è (quasi mai) l'ultima?

Tra i soliti buoni propositi per il nuovo anno avete anche deciso di smettere di fumare? Ecco perché, spesso, l'ultima sigaretta non è quasi mai davvero l'ultima.

sigarettefumo

Anno nuovo, vita nuova. Per esempio, senza sigarette. Se anche voi avete inserito questo buon proposito nella lista per il nuovo anno, non prendetevela se poi ci ricascherete: si sa che, anche chi riesce a smettere di fumare, finisce spesso per ricominciare dopo qualche mese. Come mai?
In primo luogo, secondo diversi studi, a causare queste ricadute potrebbe essere anche una variante genetica già conosciuta per essere coinvolta nella sensibilità alla nicotina e nei meccanismi di dipendenza. C'è poi anche una spiegazione psicologica: uno studio recente sembra suggerire che l'ex fumatore ci ricasca perché si sente privato della propria identità. 

TENTATIVI. Studiando un campione di fumatori, alcuni ricercatori inglesi dell’Università dell’East Anglia hanno ascoltato la loro esperienza, invitandoli a raccontare come avevano iniziato a fumare, i vari tentativi che hanno fatto per smettere, e ciò che avevano vissuto prima di una ricaduta nel vizio del fumo.

Così, hanno riscontrato come il fumare crei anche un’identità sociale - in quanto fortifica le relazioni tra gli individui che condividono questa dipendenza - e alimenti un senso di appartenenza al gruppo.

FIN DA ADOLESCENTI. Questo è vero soprattutto per chi comincia a fumare da adolescente per guadagnarsi l’approvazione degli amici. Quindi, smettere di fumare è un’esperienza di “perdita”: rinunciare allasigaretta significa seppellire la vecchia identità sociale e consolidarne una nuova, e può essere difficile. Per questo molti tornano indietro, ricadendo in questa cattiva ma rassicurante abitudine.
Ovviamente, la cosa più sana da fare è cercare delle alternative: per esempio, dedicandosi a un’attività sportiva. Magari di squadra.

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