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Il Sahara diventa un giardino ogni 20.000 anni

Tra il verde e il nulla: a cicli di 20.000 anni il Sahara passa da giardino a deserto, a causa dell'asse di rotazione della Terra e dei monsoni.

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Se l'avessero trovato così, i nostri lontani antenati non sarebbero riusciti a compiere il lungo cammino che avrebbe portato l'Homo ovunque sulla Terra. Vedi anche: il fascino spettrale del Deserto Bianco.

Come ha fatto l'uomo a lasciare l'Africa centrale per le regioni più a nord del continente per poi a migrare verso l'Eurasia? Certamente non avrebbe potuto se si fosse trovato davanti all'immensa distesa del deserto del Sahara così come la conosciamo oggi. Quel mondo, però, non è sempre stato così: una ricerca (pubblicata su Science Advances) suggerisce che le condizioni del deserto mutano profondamente a cicli di 20.000 anni, almeno da 240.000 anni a questa parte. E poiché i nostri lontani consimili hanno iniziato a lasciare l'Africa circa 170.000 anni fa... be', sono stati fortunati: nella lenta e ripetuta migrazione verso nord hanno potuto sfruttare i periodi che trasformavano il deserto in una regione verde e ricca d'acqua.

deserto del Sahara, vento, sabbia, cambiamenti climatici, asse terrestre, monsoni, migrazioni umane
La polvere alzata dai venti sopra il deserto può attraversare l'intero Oceano Atlantico. | MIT
LA POLVERE DEL DESERTO.La studio è ha preso avvio dal mare prospicente le coste occidentali dell'Africa settentrionale, dove, nel corso del tempo, i sedimenti, hanno raccolto e conservato la polvere che periodicamente (anche ai nostri giorni) i venti trasportano dal Sahara verso l'Oceano Atlantico - raggiungendo a volte anche gli Stati Uniti.

Neri sedimenti, oltre a polvere e fossili, si trova una certa quantità di torio, sostanza che si forma dal decadimento dell'uranio radioattivo presente in modo naturale negli oceani. Quando il Sahara è più secco e arido la quantità di polvere che arriva in mare è maggiore e il torio presente nei sedimenti è più concentrato. Il contrario avviene quando il Sahara diventa più umido: meno polvere, e quindi minore concentrazione di torio. L'analisi della percentuale di torio nei sedimenti ha permesso di capire che il Sahara diventa più verde per poi ritornare desertico con un ritmo di circa 20.000 anni.

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L'asse di rotazione della Terra può oscillare tra i 22,5° e i 24,5°, in cicli di 40.000 anni circa: oggi inclinato di 23,27° rispetto alla perpendicolare al piano dell'orbita.
TUTTO È CONNESSO. La causa del "pendolo", secondo David McGee (del MIT), uno degli autori della ricerca, è la variazione dell'inclinazione dell'asse terrestre, che oscilla tra i 22,5° e i 24,5° (l'attuale inclinazione sul piano dell'orbita è di 23,27°) in periodi di 40.000 anni circa. La variazione influenza anche i monsoni, che non sono un'esclusiva dell'Asia, ma si verificano anche in alcune zone dell'Africa: in particolare, il "monsone africano occidentale" interessa la fascia a sud del Sahara.

Quando la Terra è più inclinata, il Sahara ricevere più luce solare estiva e si ha un'intensificazione dell'attività monsonica della regione, che a sua volta rende il Sahara più umido e di conseguenza anche più verde. Quando invece l'asse del pianeta oscilla verso un angolo che riduce la quantità di luce solare per unità di superficie, l'attività dei monsoni si indebolisce portando a un clima più secco, simile a quello che vediamo oggi.

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