Passa ai contenuti principali

Identificata una molecola che forse scatena la sclerosi multipla

Un enzima che abbonda nel cervello sembrerebbe innescare la reazione del sistema immunitario, che nella malattia si rivolta contro il sistema nervoso. La scoperta attesa da tempo potrebbe consentire nuove e più efficaci terapie.

cellule-nervose
L'assone delle cellule nervose (il prolungamento che conduce il segnale) rivestito da strati di mielina: un'illustrazione 3D.

Un gruppo di ricercatori dell'Ospedale Universitario di Zurigo, in Svizzera, potrebbe avere individuato una molecola che scatena la risposta immunitaria anomala alla base della sclerosi multipla, una malattia a carico del sistema nervoso centrale che interessa circa 600 mila persone in Europa e oltre 118 mila in Italia.

SENZA SCUDO. La sclerosi multipla è una malattia degenerativa che comporta la perdita di mielina (una specie di guaina isolante che protegge i neuroni), in più aree del sistema nervoso, ma soprattutto nei nervi ottici, nel cervelletto e nel midollo spinale. Si pensa che alla base vi sia una reazione anomala del sistema immunitario che scatena un attacco contro la mielina e le cellule che la producono, prima con una risposta infiammatoria e poi attraverso la loro distruzione. Tra i sintomi più comuni ci sono disturbi visivi, formicolii e perdita di sensibilità agli arti, debolezza muscolare, disturbi cognitivi.
CACCIA DI LUNGO CORSO. Da tempo gli scienziati sospettano che a scatenare la reazione immunitaria sia un autoantigene, una molecola che a un certo punto, in individui predisposti e complici agenti ambientali, non viene più riconosciuta come "sé", ma scambiata per un intruso. La si è a lungo cercata nelle proteine costituenti la mielina, ma senza risultati.

Gli immunologi Roland Martin e Mireia Sospedra hanno analizzatoalcune cellule immunitarie specializzate - i linfociti T - di un paziente deceduto per sclerosi multipla, cercando di capire quali frammenti proteici ne avessero scatenato la reazione. Hanno testato circa 200 combinazioni di questi pezzi di proteine, fino ad arrivare ai due che hanno innescato la risposta maggiore: entrambi appartengono a un enzima chiamato a GDP-L-fucosio sintasi, implicato in molti meccanismi cellulari riguardanti gli zuccheri.

I linfociti T di 12 su 31 pazienti coinvolti nello studio, con diagnosi di sclerosi multipla o con i primi sintomi della malattia, hanno reagito a questo enzima. Il sistema immunitario di quattro su otto pazienti coinvolti in un secondo test ha reagito inoltre alla versione batterica dell'enzima, un fatto che dà credito ad alcuni studi che vedono nei batteri intestinali una possibile causa scatenante della malattia.

PERCHÉ È IMPORTANTE. Nonostante l'enzima GDP-L-fucosio sintasi sia abbondante, nel cervello, non era mai stato considerato come un "possibile sospetto". Se il dato fosse confermato, somministrarne ai pazienti piccole quantità potrebbe ridurre la risposta immunitaria e lenire alcuni sintomi della malattia, un po' come si fa con le terapie desensibilizzanti contro le allergie.

Su un altro versante, è notizia di questi giorni l'approvazione, da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco, di una molecola, l'ocrelizumab, contro le forme più aggressive di sclerosi multipla, che prende di mira una classe di linfociti B coinvolti nell'attacco alla mielina. Un'altra buona notizia perché finora, per questi casi, non esistevano trattamenti efficaci.

Commenti

Post popolari in questo blog

Dengue, aumentano i casi in Italia: da dove arriva e perché sta crescendo il virus delle zanzare

Sono 500 i casi di Dengue confermati nel nostro Paese da gennaio 2024. Il maxi focolaio di Fano con oltre 100 contagi fa temere un'ulteriore diffusione.     Sangue in provetta L'aumento vertiginoso dei casi di  Dengue  – infezione trasmessa dalle zanzare del genere  Aedes , come la zanzara tigre – fa salire l'attenzione su una malattia che l'Oms aveva già inserito tra le  10 minacce per la salute globale  ancor prima dell'ondata epidemica attuale. I timori si alimentano anche in Italia, con il recente focolaio scoppiato a Fano, nelle Marche, che finora registras 102 casi accertati e altri dieci probabili.   Già il 2023 era stato un anno record, con oltre  6 milioni di contagi  e casi autoctoni registrati anche in zone, come l'Europa e l'Italia, in cui la malattia non è normalmente presente (ma è a volte diagnosticata nei viaggiatori provenienti da aree a rischio). Tuttavia, le cifre relative ai primi mesi del 2024 sono state capaci di sb...

Impiantato un cuore artificiale che funziona come i treni a levitazione magnetica maglev

  Un uomo ha vissuto per 8 giorni con un cuore artificiale che pompa sangue sfruttando la levitazione magnetica: è andato tutto bene e presto ripeteremo l'operazione su un altro paziente.     Il cuore artificiale totale (TAH) in titanio prodotto dall’azienda BiVACOR. Lo scorso luglio  è stato trapiantato per la prima volta   un cuore artificiale in titanio che funziona con la stessa tecnologia che fa correre sulle rotaie i  maglev , i treni superveloci a levitazione magnetica . Il TAH (acronimo che viene dall'inglese  total artificial heart ) è stato impiantato in Texas in un paziente statunitense di 58 anni in attesa di un cuore umano, e  l'ha tenuto in vita per otto giorni senza dare alcun effetto collaterale , finché il paziente stesso non è stato sottoposto a trapianto. Cuore sospeso.  Il cuore artificiale, grande quanto un pugno, non è sottoposto ad usura meccanica:  l'unica parte che si muove, infatti, è un piccolo rotore interno c...

Il legame (negativo) tra bevande zuccherate e malattie cardiovascolari

  Bere bevande zuccherate aumenta il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari: meglio concedersi un dolcetto ogni tanto.     Bevande zuccherate? Se ci tieni alla salute del tuo cuore, meglio di no. È meglio bere una bevanda zuccherata o mangiare un dolcetto? Stando a quanto scoperto da uno studio  pubblicato su  Frontiers in Public Health , la seconda. Analizzando l'impatto del consumo di zucchero sul rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, i ricercatori hanno infatti scoperto che  bere bibite zuccherate aumenta il rischio di venire colpiti da ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e aneurisma . «La cosa più sorprendente è stata scoprire che diverse fonti di zucchero aggiunto hanno un impatto differente sul rischio di malattie cardiovascolari», commenta  Suzanne Janzi , una degli autori, sottolineando l'importanza di considerare non solo  quanto  zucchero consumiamo, ma anche  di che tipo . Lo studio.  ...