Passa ai contenuti principali

Il nucleo della Terra divenne solido molto più tardi di quanto credessimo

Il nocciolo duro del nostro Pianeta è così da circa 565 milioni di anni: meno tempo del previsto, come suggerisce l'analisi di alcune antiche rocce che conservano traccia del campo magnetico di allora.

nucleo-terra
Il nucleo della Terra inizia a circa 2900 km sotto la superficie.

La Terra avrà anche 4 miliardi e mezzo di anni, ma il suo cuore è... bambino: il nucleo del nostro Pianeta potrebbe essere divenuto solido molto più recentemente di quanto si pensasse, con una trasformazione che impattò in modo deciso sull'intensità del campo magnetico terrestre.
Un nuovo studio pubblicato su Nature Geoscience colloca a 565 milioni di anni fa il momento in cui la parte più interna del nucleo del nostro pianeta si solidificò - un fenomeno fisico conosciuto come nucleazione.

Da tempo sappiamo che, sotto il mantello, il cuore della Terra è composto principalmente da due strati: uno più esterno a base di ferro liquido e, in percentuale minore, di nichel, e un "nocciolo" solido più interno.
Sul modo in cui le due parti si siano differenziate restano ancora molte domande aperte (ne abbiamo scritto qui), così come sui tempi: la forbice finora ipotizzata era tra il mezzo miliardo e i due miliardi e mezzo di anni fa - in ogni caso, molto dopo la formazione terrestre -  tuttavia la nuova ricerca propende per l'estremità inferiore di questo intervallo.

UN EFFETTO DEL NUCLEO. A far propendere per questa ipotesi sono alcune misurazioni di come il campo magnetico che circonda e protegge la Terra dalle radiazioni che arrivano dallo Spazio si sia trasformato nel corso del tempo. Si pensa infatti che questo "scudo" si formi per i movimenti della parte fluida del nucleo dovuti alla rotazione del pianeta o alla convezione, fenomeno che avviene quando un fluido viene a contatto con un corpo a temperatura maggiore, si scalda a sua volta, diminuisce di densità e risale verso l'alto. Questi torrenti di "lava" in movimento formano correnti elettriche che a loro volta generano un campo magnetico inclinato di circa 11,5 gradi rispetto all'asse di rotazione terrestre.

ALLINEATI. I ricercatori dell'Università di Rochester hanno analizzato l'orientamento di alcuni cristalli preservati in campioni di roccia di 565 milioni di anni fa estratti in Quebec (Canada). Come aghi di una bussola, questi cristalli offrono una testimonianza di com'era il campo magnetico terrestre quando per la prima volta furono intrappolati nel minerale che li ospita.

Da questi indizi e da altri che confermano anomalie geomagnetiche in quel periodo, si è dedotto che, allora, il campo magnetico della Terra era 10 volte più debole rispetto ad oggi, e si trovava ai minimi storici, sul punto di collassare. L'inizio della nucleazione arrivò al momento giusto, e da debole e disorganizzato, il campo magnetico divenne più intenso e stabile (nonostante alcune riportate oscillazioni e gli episodi di inversione che avvengono ogni qualche migliaio di anni, ma che non comportano un indebolimento come quello di mezzo miliardo di anni fa).

INDIZI. Le osservazioni sono in linea con alcuni modelli teorici della Terra che suggeriscono, come data di nucleazione, circa 600 milioni di anni fa. Gli stessi modelli prevedono che la nucleazione sia preceduta da una fase di indebolimento e disordine del campo magnetico; mano a mano che il nucleo, solidificandosi, si raffredda, diminuiscono i moti convettivi, e la geodinamo che alimenta le linee di campo perde forza. Questo dato sarebbe compatibile con il debole campo magnetico documentato nelle rocce canadesi.
L'ipotesi di un nucleo "giovane", che andrà comunque confermata, reca con sé anche alcuni problemi da risolvere. Uno di questi è che un cuore di più recente solidificazione dovrebbe avere una temperatura maggiore di quella stimata (5.400 °C per il nocciolo solido). Potrebbero quindi sfuggirci alcune informazioni importanti sulla sua composizione chimica.

ESOBIOLOGIA. Oltre a migliorare la conoscenza della Terra, lo studio potrebbe aiutarci a selezionare gli esopianeti aventi condizioni favorevoli alla vita. Gli stessi fattori che hanno influenzato il campo magnetico terrestre potrebbero influire anche sullo scudo magnetico degli altri pianeti, e sulla possibilità di questi corpi di trattenere un'atmosfera.

Commenti

Post popolari in questo blog

Che cosa sono i Campi Flegrei?

  Le recenti scosse di terremoto hanno riportato l'attenzione degli scienziati sui Campi Flegrei. Che cosa c'è in quest'area? Perché si chiama così? Che rischi ci sono?     Campi Flegrei: rendering in 3D dell'area a partire da immagini satellitari fornite dalla NASA. I  Campi Flegrei  sono un'area vulcanica attiva che si trova in Campania, nel golfo di Pozzuoli e che include (completamente o in parte) i comuni di Bacoli, Giugliano, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli e Quarto. Il nome Campi Flegrei deriva dal greco, sta per "campi ardenti, in fiamme" e dà l'idea di come  questa zona sia stata caratterizzata fin dall'antichità da attività vulcanica . A differenza del  Vesuvio , spiegano all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i  Campi Flegrei  non sono un unico  vulcano , ma un campo vulcanico, attivo da oltre 80mila anni, formato da diversi centri vulcanici distribuiti su un'area depressa chiamata  caldera : quest'ultima ...

Solstizio d'inverno 2019: il 22 dicembre inizia la stagione invernale

22 dicembre 2019, ore 5:19 - Il solstizio apre l'inverno astronomico: guida alla notte più lunga dell'anno e al significato che ha assunto nella Storia. Il 22 dicembre 2019 l'inverno astronomico incontra quello meteorologico, che ci accompagna già da qualche settimana (anche se non sembrerebbe...). Domenica 22 dicembre, ore 5:19: mentre molti di noi si staranno rigirando sotto il piumone, la Terra si presenterà puntuale a un appuntamento astronomico ricco di significato, quello con il  solstizio d'inverno . Chi vive nell'emisfero settentrionale, in questa giornata sperimenterà il dì più breve e la notte più lunga dell'anno. Il solstizio segna il momento in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno a una latitudine di 23,5 gradi sud, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell'equatore celeste: l'arco diurno descritto dal Sole nel suo percorso apparente da sud-est a sud-ovest è il più corto, ed ecco pe...

Valkyrie, il robot della Nasa

Costruito sul modello dell'uomo, si muove con grande libertà e può valutare situazioni critiche. Valkyrie, il robot della Nasa. La Nasa lo ha tenuto segreto per più di una anno, da quando cioè, durante il  Darpa Robotics Challenge  dell’anno scorso, disse che stava lavorando al progetto di un robot umanoide, insieme a prestigiose università Usa, ma senza svelarne le caratteristiche. Ora eccolo: è R5 (Valkyrie per gli amici), alto un metro e 90, 125 kg, autonomia assicurata dallo zaino battery-pack. Più umani dell'uomo AL POSTO DI CHI?  Valkyrie parteciperà alla prossima edizione della sfida tra robot - il Darpa - con prove impegnative, come il camminare su terreni irregolari, salire una scala, utilizzare attrezzi e guidare un’auto: ecco perché è stato progettato con dimensioni e fattezze umane. L’obiettivo ultimo di questi oggetti ad altissima tecnologia è insomma quello di sostituire l’uomo là dove è necessario, in zone o condizioni di estremo pericolo ...