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Perché le piante non muoiono di cancro?

Che cosa rende i vegetali tanto resistenti a disastri nucleari come quello di Chernobyl? Come ricrescono su zone radioattive e come reggono a radiazioni letali per uomini e animali? Camera con vista: un hotel nella città di Pripyat, nella Zona di esclusione di Chernobyl.  Vedi anche:   foto surreali di luoghi abbandonati . Se oggi lupi, orsi e cinghiali  sono tornati a popolare la Zona di esclusione di Chernobyl , buona parte delle piante che la abitava  non se ne è mai andata  - o meglio, è rimasta viva per tutto questo tempo. Escludendo  gli alberi della Foresta Rossa  - i pini nel raggio di 4 km dal complesso nucleare, che in seguito all'esplosione del 1986 cambiarono colore, per poi morire - molte vicine distese di betulle e di pioppi comunque investite dal fallout nucleare sopravvissero alle radiazioni. E anche nelle zone più pesantemente contaminate, la vegetazione è ricresciuta nell'arco di tre anni. Perché le piante non si scot...

Ospedali: gli insetti volanti portano dentro (e fuori) batteri pericolosi

La maggior parte delle mosche e degli altri visitatori volanti degli ospedali inglesi trasporta patogeni, in oltre la metà dei casi resistenti ad almeno una classe di antibiotici.  Vettore inconsapevole. Non è così frequente imbattersi in un insetto volante negli ambienti  sigillati  (o presunti tali) degli ospedali, ma la loro sporadica presenza in quei corridoi è sufficiente a farne potenziali vettori di patogeni: uno studio condotto negli ospedali inglesi ha trovato tracce di batteri potenzialmente pericolosi per l'uomo in 9 insetti su 10 tra quelli raccolti "in corsia" con l'aiuto di piccole trappole appiccicose, elettroniche o agli ultravioletti. I geni dell'antibiotico-resistenza nell'aria che respiriamo OSPITI SGRADITI.  Nell'arco di un anno e mezzo, i ricercatori della Aston University hanno raccolto circa 20.000 creature, principalmente mosche (il 76%) ma anche falene, afidi, cicaline, formiche volanti e api, entrati dalle fine...

Perché col caldo diventiamo più aggressivi?

Alla base di questo fenomeno di cui si vedono gli effetti in famiglia, sulle strade e nei campi di gioco, potrebbe esserci un rallentamento delle nostre funzioni cognitive. Avete l’impressione che la canicola faccia un brutto effetto sulle persone? La scienza vi dà ragione. Vari studi hanno visto che il caldo influisce sul comportamento, e non in meglio. I ricercatori riportano che si suona di più il clacson, per esempio, o che tra gli atleti in campo aumentano le scorrettezze rilevate: secondo un’ipotesi, la calura fa infatti aumentare pensieri e comportamenti aggressivi. Se fa caldo, diventiamo più aggressivi. Se abbiamo fame, siamo più impulsivi. Se ci scappa la pipì, diventiamo più... saggi! Come influiscono le condizioni ambientali e gli stati d'animo sui nostri comportamenti? Le risposte nell'articolo  Condizionamenti nascosti , nel numero 321 di Focus in edicola, da cui questo brano è tratto.  Qui un'anteprima sfogliabile della rivista. E un’a...

Arriva la moneta di Facebook: si chiamerà Libra

Facebook è pronta a lanciare la sua valuta digitale entro la fine del prossimo anno. Con quali vantaggi e rischi per gli oltre 2 miliardi di utenti dei social di Zuck? Facebook inizierà a battere moneta: per chi sarà un affare? Tra gli addetti ai lavori la notizia circolava da tempo: Facebook lancerà una propria valuta in una dozzina di Paesi entro la fine del prossimo anno. Si chiamerà Libra ed è il risultato di un anno di lavoro di Calibra, una società che il numero uno dei social network aveva creato a questo scopo. Nelle ultime settimane  Mark Zuckerberg  ha incontrato il Governatore della Banca d’Inghilterra  Mark Carney , alcuni rappresentanti del Tesoro americano e i manager di Western Union, società specializzata nel trasferimento a basso costo di somme di denaro tra privati. CRIPTOSOCIAL.  Secondo quanto reso noto fino ad oggi, la moneta di Facebook sarà una criptovaluta, sarà solo digitale e sarà garantita dalla  blockchain, la stes...

L'atlante globale della malaria

Un progetto tira per la prima volta le somme di quanto fatto contro la malattia negli ultimi 20 anni: dove i parassiti sono stati decimati e dove, complici povertà e instabilità politica, sono tornati più forti di prima. Incidenza globale di  Plasmodium falciparum , 2000-2017. Ai due estremi della scala cromatica, in giallo le aree più colpite; in blu-viola quelle in cui è presente, ma in misura minore. Per debellare definitivamente i principali vettori della malaria occorre prima di tutto sapere dove sono distribuiti, e con quali risultati sono stati combattuti finora. Due studi appena pubblicati su  Lancet  ( qui  e  qui ) offrono il quadro più completo della diffusione del  Plasmodium vivax  e del  Plasmodium falciparum , i parassiti maggiormente responsabili dell'infezione: le mappe interattive a cui sono abbinati, mostrano dove la  corsa dei plasmodi è stata arginata, e dove la lotta alla malaria è in fase di stallo. ...

Cosimo I de' Medici raccontato nel podcast dallo storico Franco Cardini

Il primo granduca di Toscana, Cosimo I de' Medici, nacque cinquecento anni fa, nel 1519. Ecco la sua vicenda nel podcast di Focus Storia. Cosimo I de' Medici, duca di Firenze e poi di Siena, granduca di Toscana, nacque a Firenze, 500 anni fa, il 12 giugno 1519, da Giovanni, detto  delle Bande Nere  (discendente da un ramo cadetto della famiglia Medici, e da Maria Salviati (discendente per via materna dal ramo principale di quel casato e nipote di Leone X) Il personaggio è raccontato a  Focus Storia  dallo storico medievalista Franco Cardini, che spiega come Cosimo ottenne di diventare il monarca assoluto di tutta la Toscana. https://www.focus.it/cultura/storia/cosimo-i-de-medici-raccontato-dallo-storico-franco-cardini

Perché due ore di natura alla settimana andrebbero prescritte dal medico

Una "dose" di 120 minuti nel verde ogni 7 giorni migliora la salute e il benessere psicofisico: vale per qualunque età e forma fisica, e anche se si sta semplicemente seduti su una panchina. C'è qualcosa nel contatto diretto con la natura che migliora sensibilmente la nostra salute. Due ore di immersione settimanale nella natura sono un toccasana per il benessere psicofisico e la qualità della vita, a prescindere da come si passi questo tempo. Che la vicinanza ad aree verdi  o al mare  sia un balsamo per la salute è un fatto noto, ma uno studio britannico molto ripreso in queste ore è il primo a chiarire dopo quanto tempo di contatto diretto con parchi, fiumi, spiagge, montagne, foreste e colline questi effetti diventino visibili. I risultati sono basati su una ricerca inglese,  la Monitor of Engagement with the Natural Environment (MENE)  condotta su 20 mila persone. I partecipanti hanno raccontato le loro attività nella precedente settimana e ri...