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La covid passa dalla madre al feto?

Uno studio italiano in attesa di conferme ha riscontrato la positività alla covid in due bambini nati in Lombardia tra marzo e aprile da madri contagiate. Un studio condotto in Italia sta mettendo in allerta la comunità medica internazionale suggerendo che, durante la gravidanza, il coronavirus SARS-CoV-2 possa trasmettersi dalla madre al figlio. Non ancora pubblicato, lo studio è stato presentato nei giorni scorsi al congresso della International Aids Society, che ha accolto quest'anno anche ricerche sul nuovo coronavirus, e che si è tenuto online proprio in virtù della pandemia in corso. L'indagine ha coinvolto 31 donne risultate positive al tampone e i loro figli, nati fra marzo e aprile in tre ospedali lombardi. La presenza del virus e dei relativi anticorpi è stata valutata nelle placente, nel sangue del cordone ombelicale e tramite il tampone nasofaringeo. «In due casi abbiamo trovato dati che suggeriscono fortemente che sia avvenuta la trasmissione del virus al neonato»,...

I lockdown in Europa hanno salvato milioni di vite

Senza i lockdown dei mesi scorsi la covid avrebbe provocato 3 milioni di morti in più, ma la maggior parte della popolazione è ancora vulnerabile. Il Westminster Bridge deserto in una foto del 25 aprile 2020, nel pieno del lockdown inglese.  Senza lo sforzo collettivo compiuto durante il lockdown, la scia di morte lasciata in Europa dalla COVID-19 sarebbe stata ancora più drammatica, con almeno 3,1 milioni di decessi aggiuntivi. Sono le stime di uno studio dell'Imperial College London pubblicato su  Nature , che ha misurato l'impatto delle chiusure e  dell'#iorestoacasa  in 11 Paesi del Vecchio Continente, e ha provato a immaginare che cosa sarebbe accaduto in assenza di restrizioni. STRAPPATI AL VIRUS.  La ricerca ha analizzato l'impatto del lockdown in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito dall'inizio della pandemia fino al 4 maggio, quando è iniziato l'allentamento delle misure. In quell'ar...

L'odore del corpo cambia con l'età?

L'odore del nostro corpo dipende da tanti fattori, dall'igiene personale e dall'alimentazione, ma gli anni che passano possono riservare delle sorprese. Anche l'odore del nostro corpo tende a modificarsi con l'età, ma non in modo sgradevole come, a volte, si crede. L'odore che emaniamo, infatti, dipende da una complessa combinazione di fattori, ed è determinata dall'attività batterica, dalle sostanze prodotte dalle  ghiandole sebacee e sudoripare  e, soprattutto, dall'alimentazione. T-SHIRT PER OGNI ETÀ .  Con lo sviluppo e con il passare degli anni l'odore del corpo cambia in modo così percettibile che, secondo uno studio pubblicato su  PloS One , possiamo addirittura riconoscere l'età di una persona proprio grazie all' olfatto .   L'esperimento che lo ha dimostrato si è avvalso delle magliette che alcuni volontari, di età diverse, hanno indossato per cinque notti di seguito. Un secondo gruppo di partecipanti allo studio è stato poi invi...

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I bambini e la COVID-19: tutte le domande ancora aperte

I bambini si ammalano di COVID-19 con la stessa facilità degli adulti? Contagiano con uguale frequenza? I dubbi da chiarire per riaprire le scuole. I dati epidemiologici sulla circolazione della COVID-19 tra i bambini sono ancora molto confusi.  Qual è il ruolo dei bambini nella diffusione della COVID-19? È una delle domande che più tormenta gli epidemiologi, nelle settimane di graduale allentamento dei lockdown: dalla risposta dipende la possibilità di  riaprire le scuole in sicurezza . Di certezze, sul tema, ce ne sono poche. La prima è che gli under 18 rappresentano una piccola frazione del totale dei contagiati: in Paesi duramente colpiti dalla pandemia come Italia, Cina e Stati Uniti, bambini e teenager costituiscono meno del 2% dei positivi. Ma da qui in avanti le opinioni degli scienziati si dividono, tra chi pensa che i più piccoli  siano da considerare una popolazione a basso rischio , più protetta dall'infezione, e chi ritiene che la contraggano nella stessa mis...

E-cig e CoViD-19: i rischi dello svapo

Le  e-cig , popolari soprattutto tra i più giovani, possono provocare danni polmonari che aumenterebbero il rischio di soffrire di forme gravi di CoViD-19. In Italia il 22% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni  svapa , contro il 13% delle ragazze (indagine GYTS 2018). La scorsa estate era agli sgoccioli  quando il primo decesso da EVALI ( e-cigarette, or vaping, product use-associated lung injury ), malattia polmonare connessa all'utilizzo di sigarette elettroniche (probabilmente causata  dalla vitamina E acetato ), preoccupava gli Stati Uniti. Qualche mese dopo è un'altra polmonite, questa volta di origine virale, a salire alla ribalta della cronaca: quella da CoViD-19. Secondo uno  studio pubblicato su  Laryngoscope Investigative Otolaryngology , le due patologie sarebbero in un certo senso "connesse": i danni polmonari causati dall'EVALI aumenterebbero il rischio di contrarre la CoViD-19  in forma più grave , soprattutto tra i giovani,...

USA: come ci si avvelena per combattere la covid

Succede negli USA: con la covid c'è stata un'impennata di chiamate ai centri antiveleni, per l'abuso e l'uso improprio di prodotti disinfettanti. Il panico da COVID-19 e l'aumento delle vendite di detergenti per la casa possono dare origine a combinazioni esplosive. In tempi di covid l'eccesso di zelo nelle pulizie può essere pericoloso quasi quanto lo sporco:  un rapporto  dei CDC (i centri USA per il controllo e la prevenzione delle malattie) mette in luce che, negli Stati Uniti, le chiamate ai centri antiveleni legate all'esposizione a detergenti e disinfettanti sarebbero aumentate nei mesi della pandemia. Coronavirus: quanto resiste in libertà, fuori dal nostro corpo? UNA (STRANA?) COINCIDENZA.  Da gennaio a marzo 2020, 55 di questi centri avrebbero ricevuto 45.550 chiamate per problemi di salute legati all'esposizione a disinfettanti e detergenti, circa il 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche se non è possi...