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E-cig e CoViD-19: i rischi dello svapo

Le e-cig, popolari soprattutto tra i più giovani, possono provocare danni polmonari che aumenterebbero il rischio di soffrire di forme gravi di CoViD-19.

E-cig e CoViD-19: i rischi dello svapo
In Italia il 22% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni svapa, contro il 13% delle ragazze (indagine GYTS 2018).

La scorsa estate era agli sgoccioli quando il primo decesso da EVALI (e-cigarette, or vaping, product use-associated lung injury), malattia polmonare connessa all'utilizzo di sigarette elettroniche (probabilmente causata dalla vitamina E acetato), preoccupava gli Stati Uniti. Qualche mese dopo è un'altra polmonite, questa volta di origine virale, a salire alla ribalta della cronaca: quella da CoViD-19. Secondo uno studio pubblicato su Laryngoscope Investigative Otolaryngology, le due patologie sarebbero in un certo senso "connesse": i danni polmonari causati dall'EVALI aumenterebbero il rischio di contrarre la CoViD-19 in forma più grave, soprattutto tra i giovani, grandi svapatori e normalmente a basso rischio.
Mappa covid-evali
USA. La mappa in alto mostra i ricoveri per EVALI al 18 febbraio 2020. Quella in basso i casi di CoViD-19 al 6 aprile 2020. Clic sull'immagine per ingrandirla. | WILLARD C. HARRILL ET AL.
UN'INQUIETANTE COINCIDENZA. Confrontando la mappa dei ricoveri da EVALI con quella dei contagi da CoViD-19 negli Stati Uniti, la similitudine salta subito all'occhio: le regioni più colpite dalla EVALI sono spesso quelle più colpite dalla CoViD-19.

Tutto questo, sottolinea l'autore dello studio Willard Harrill, non significa che EVALI e COViD-19 siano legate da un rapporto di causa ed effetto (i casi di EVALI sono oltretutto di gran lunga meno frequenti di quelli di COViD-19), ma suggeriscono che l'uso di sigarette elettroniche potrebbe indirettamente esporre i più giovani a rischi maggiori di soffrire di forme gravi di CoViD-19.
Fumo e covid
Il comunicato "Fumare protegge dal Covid-19? La SITAB dice NO.", disponibile alla home page di SITAB, Società Italiana di Tabaccologia, fa riferimento alla revisione sistematica di 28 studi, ancora in fase di pre-stampa. |
IGNARI. La cosa peggiore è che i giovani svapatori, forti di un (presunto) migliore stato di salute derivante dall'età, potrebbero sottovalutare la situazione non ritenendosi una categoria ad alto rischio. Harrill si dice preoccupato: il fatto che i ragazzi non vadano a scuola, non vedano gli amici e siano confinati in casa, farebbe aumentare l'utilizzo di e-cig, e conseguentemente il rischio di soffrire di EVALI.




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