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Gomito e braccio stressati dal telefonino

Uno studio di neurofisiologia mostra i danni ai nervi prodotti da una postura sbagliata durante l'uso prolungato del cellulare. A risentire di chiamate chilometriche al cellulare non sono solo l'udito e il credito. I ricercatori dell'Istituto di Neurologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma hanno infatti dimostrato che parlare al cellulare - specie nel caso di lunghe telefonate - può mettere a dura prova il  nervo ulnare  con fastidi, formicolii e difficoltà di movimento che possono estendersi anche alle dita della mano. Il lavoro, condotto dal gruppo di Luca Padua, docente di Medicina fisica e Riabilitazione della Cattolica e neurologo presso l'Uoc di Neurologia del Gemelli, è stato pubblicato sulla rivista Clinical Neurophysiology e mostra che stare al telefono a lungo può alterare la trasmissione dei segnali nervosi del nervo del braccio. L'uso del cellulare negli ultimi decenni...

Che cosa sono le "onde di tempesta"?

Lo abbiamo chiesto agli esperti meteorologi dell'Aeronautica militare. Ecco che cosa ci hanno raccontato sugli storm surge, un fenomeno che riguarda anche l'Adriatico. Uno storm surge in atto. Tecnicamente si chiamano  Storm surge . Nel concreto sono fenomeni molto simili a piccoli tsunami: ondate di marea molto violente associate a fenomeni di bassa pressione (tipicamente dei cicloni tropicali) che per la loro violenza provocano gravissimi danni sulle coste. Sono in aumento, anche in Italia, e sono al centro dell'attenzione di meteorologi e scienziati. Abbiamo parlato di questi fenomeni atmosferici (e di tutti i fenomeni costieri) oggi a Ravenna, in occasione dell'incontro “Processo ai cambiamenti climatici e alle previsioni del tempo.  Alla scoperta dello  storm surge : burrasche, mareggiate e inondazioni costiere ” che ha caratterizzato la quinta tappa dell'iniziativa  Panorama d'Italia . SCATOLA CHIUSA.  L'Adriatico è assimilabile a un ...

Si può bere una birra dopo aver fatto sport?

Un boccale con gli amici dopo il caldo e la fatica sembra una buona idea, ma bisogna sapere che ci sono anche alcuni effetti poco salutari dovuti proprio all'esercizio fisico. Una birra extralarge dopo una maratona è decisamente eccessiva. Poche cose soddisfano come una  birra  quando si è accaldati e sudati, ma quali effetti ha bere una pinta dopo uno sforzo fisico? Partiamo dai numeri. Una birra media chiara ha un apporto di circa 176 Kcal (pari a 9 zollette di zucchero). Una sessione di jogging, in palestra o all'aperto, consente in genere di bruciare 1 Kcal per chilo di peso corporeo al chilometro: un adulto di 70 kg consumerà circa 70 Kcal per chilometro percorso. Di per sé, quindi, bere una birra dopo una corsa di almeno 2-3 km non fa ingrassare, ma se il numero di "bionde" aumenta, per non prendere peso bisogna correre parecchio. Quanti km fai con un cheeseburger? UN INGREDIENTE SCOMODO.  Correndo si dà però fondo al glicogeno  (la riserva ...

Le navi senza equipaggio solcheranno i mari entro 5 anni

Questa volta Google non c’entra: tra le aziende in prima linea nella rivoluzione dei trasporti navali c’è un marchio extralusso delle quattro ruote. Videogame o nave? Nel giro di 5 anni i trasporti navali potrebbero non avere più bisogno di uomini a bordo. I big della tecnologia, Google e Apple in testa, e le case automobilistiche non sono i soli a interessarsi allo sviluppo di  mezzi autonomi , che possano spostarsi da un punto all’altro del pianeta senza bisogno dell’uomo. L’automazione dei trasporti interessa infatti già da almeno una decina d’anni anche il settore marittimo, passeggeri e commerciale. L’idea che una nave possa solcare gli oceani in completa autonomia oggi non è più un traguardo lontano: un recente  report di Rolls Royce spiega che entro la fine del decennio vedremo in azione i primi giganti del mare senza equipaggio, comandati da computer controllati da stazioni a terra. ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO.  L’automazione del trasporto navale co...

Cinque domande sull'olio di palma

Le controversie su questo prodotto alimentare così diffuso sono fortissime: facciamo il punto su alcuni aspetti della coltivazione di palma da olio. Una piantagione di palme da olio sull'isola del Borneo, al confine della foresta tropicale. La discussione attorno all’ olio di palma  si svolge essenzialmente attorno a due grandi temi: l’impatto sulla  salute dei consumatori , l'impatto su  ambiente e popolazioni locali . Per quanto riguarda le questioni legate alla  salute , il parere della comunità scientifica è ancora poco chiaro, anche perché alcune  review scientifiche (ossia  raccolte di articoli ) e diversi studi ad ampio raggio, come  l’ultimo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare  (Efsa), assimilano l’olio di palma ad altri grassi animali, come il  burro , che hanno impieghi simili nell'industria alimentare e proprietà (positive e negative) analoghe. In sintesi, secondo l'autorità sanitaria l'olio di p...

Perché il mare odora di mare?

Il profumo più inconfondibile dell'estate è il risultato della combinazione di almeno tre distinti tipi di molecole: quel che resta di morte, sesso e banchetti di alghe e pesci. Vi sembra quasi di sentirne il profumo? Non esiste un singolo composto chimico in grado di spiegare, da solo, la quintessenza dell'odore di mare: quel mix di salato, frizzante, con un retrogusto di alga, zolfo e pesce avanzato. Questo bouquet di odori è il risultato dell'interazione di almeno tre principali molecole. 1. SOLFURO DIMETILE.  Detto anche dimetil solfuro o DMS, è il responsabile del caratteristico odore di salsedine, la "puzza" di alghe percepita in certi momenti lungo le coste. Questo composto sulfureo conferisce un odore pungente alle alghe, alle paludi, ai tartufi, ad alcuni tipi di birra e formaggio e...  ai peti . Negli oceani, questo composto è prodotto dai batteri che digeriscono il fitoplancton, che usa un precursore del DMS per difendersi dai raggi ...

Come difendersi dalle meduse

Le risposte degli esperti alle domande più comuni di  bagnanti, pescatori e turisti: funzionano i rimedi naturali? E le creme repellenti sono una "bufala"? Attenti alle meduse! COME SI EVITANO LE MEDUSE?  Guardare il mare: se ci sono, di solito si vedono e l’unico modo per evitarle è... non fare il bagno. Le meduse non ci attaccano, non vengono verso di noi: siamo noi che andiamo loro addosso. Come spiega Ferdinando Boero, biologo marino dell’Università del Salento: «Le meduse si spostano verticalmente, quindi possono stare in superficie e possono scendere sul fondo. Sono animali che si muovono, e spesso vanno dove le portano le correnti. Non ci sono regole predefinite: le trovi ovunque. Perché le meduse sono parte del plancton e si spostano con la corrente. Possono nuotare ma non riescono a contrastare il moto delle correnti». SE VEDO UNA MEDUSA LONTANA, POSSO TUFFARMI?  Se ci sono meduse urticanti in mare è meglio non fare il bagno, a meno che no...